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Fontana: "Le liste d'attesa non sono un destino inevitabile"

Il governatore: "Fondamentale e decisivo il Cup unico ma serve presto una riforma nazionale"

Fontana: "Le liste d'attesa non sono un destino inevitabile"
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Sulle liste d'attesa «la Lombardia parte da una posizione favorevole, con livelli di performance superiori alla media nazionale, ma non ci siamo mai accontentati». Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo la presentazione del rapporto «Sussidiarietà e Salute» della Fondazione per la Sussidiarietà. «Abbiamo scelto di intervenire con decisione nei margini di miglioramento, rafforzando la governance e il coordinamento del sistema. I dati più recenti, rispetto a quelli analizzati nel Rapporto, parlano chiaro: in poche settimane abbiamo registrato un incremento di 21 punti percentuali per le prestazioni urgenti e di 11 punti per quelle differibili - aggiunge Fontana -. Non è un caso, ma il risultato di una precisa assunzione di responsabilità».

Il Cup unico, prosegue il governatore, «oggi ha già superato il 53% delle prestazioni complessive. È un passaggio decisivo, perché solo ciò che è trasparente può essere governato e migliorato». «Questi risultati dimostrano che le liste d'attesa non sono un destino inevitabile, ma un problema che può essere affrontato con metodo, organizzazione e responsabilità» osserva Fontana, convinto che ci sia la necessità di una riforma più ampia del sistema sanitario nazionale: «I cambiamenti demografici e l'aumento della cronicità stanno mettendo sotto pressione il sistema. Uno dei nodi principali è la medicina di base: la carenza di medici di medicina generale è già una realtà. La sfida - conclude Fontana - è lavorare insieme, a livello nazionale e al di là di ogni condizionamento politico, per coniugare tempi certi e percorsi di cura sempre più completi».

Il presidente ha poi parlato della necessità di una riforma a livello nazionale: «Sono punti importanti che evidenziano come l'impegno stia dando dei risultati, però quello che ho detto è che se non si avrà il

coraggio di affrontare una riforma sostanziale della sanità a livello nazionale, saranno tutti dei tamponamenti che poi si ripresenteranno. Non riusciamo a dare una risposta a tutte le aumentate esigenze della popolazione».

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