Se essere contro le nozze omo fa perdere il posto

Mozilla come Barilla: Eich, l'ideatore di Java cacciato per mille dollari donati nel 2008 al comitato per il referendum californiano contro le nozze omosessuali

Se essere contro le nozze omo fa perdere il posto

Mozilla come Barilla. L'autunno scorso Guido Barilla ha dovuto prodursi in un'umiliante retromarcia dopo aver detto, alla radio: «A noi piace la famiglia tradizionale». Identificando col famigerato aggettivo la famiglia basata sul matrimonio di un uomo e di una donna: un concetto ovvio dall'alba della civiltà ma che da qualche tempo è pericoloso palesare e forse addirittura pensare. Adesso è primavera però dal punto di vista della libertà di espressione la stagione è ancora più grigia e così Brendan Eich, il capo di Mozilla che a dispetto del nome da mostro giapponese è una grossa azienda dell'informatica americana, ha dovuto dimettersi per una colpa analoga.

Ma cos'ha fatto di preciso? Nel 2008 aveva donato 1.000 dollari al comitato per il referendum californiano contro le nozze omosessuali. Tutto qui. Non dichiarazioni pubbliche, non discriminazioni sul luogo di lavoro: solo un vecchio contributo a un vecchio comitato nell'ambito di una normale dialettica democratica. Ma la nuova inquisizione omosessualista non prevede prescrizione, né attenuanti per la modestia dell'impegno (che cosa sono 1.000 dollari per un megadirigente di Silicon Valley?), né il fatto che quel referendum venne vinto dai sostenitori della famiglia naturale, o tradizionale per dirla alla Barilla, e che pertanto la maggioranza dei cittadini la pensava proprio come Eich. Il pensiero unico considera la democrazia un dettaglio obsoleto e ha dato mandato al suo braccio secolare, ossia internet, di scatenare un vero e proprio linciaggio al grido di «Dagli all'omofobo!», il corrispettivo contemporaneo del manzoniano «Dagli all'untore!». Dopo pochi giorni Eich ha dovuto gettare la spugna, affinché l'azienda non naufragasse in un mare di boicottaggi.

Definire assurde queste vicende è insufficiente e riduttivo. È come se a metà Ottocento si fosse definito assurdo «Il manifesto del partito comunista» o negli anni Venti il «Mein kampf»: certo, in quei testi circolava della follia ma era una follia che sarebbe stato meglio non prendere sottogamba. Le ideologie totalitarie vanno combattute subito, appena si manifestano, perché altrimenti prendono il sopravvento approfittando della naturale tendenza dell'uomo al conformismo e al quieto vivere, e addio libertà. Forse con l'omosessualismo siamo al punto di non ritorno: così come il caso-Barilla, anche il caso-Eich non ha suscitato reazioni significative. Segno che già oggi, della libertà di espressione, non gliene frega niente a nessuno.

Il futuro di Mozilla sarà Firefox Os - giochi e prezzi contenuti per tentare la scalata al mobile - aveva dichiarato, nemmeno due settimane fa, fresco di nomina, Brendan Eich, neo ad di Mozilla, l'impresa filantropica madre di Firefox. L'azienda americana ci aveva impiegato quasi un anno (dall'uscita di scena di Gary Kovacs) a decidere chi sarebbe stato il nuovo ad, e alla fine la scelta era caduta sul suo nome: Eich, geniale cofondatore, padre del linguaggio Java, l'uomo che da sempre sedeva nel consiglio che controlla la Foundation. La sua vocazione di tecnico sembrava una garanzia. Firefox la è il secondo sistema di navigazione Internet più diffuso al mondo. Che ha cacciato un genio per aver sostenuto le sue idee sulla famiglia donando 1.000 dollari.

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