Lo sport in una grande città deve essere pubblico o privato? E' la domanda delle «cento pistole», sempre attuale soprattutto a Milano che ha appena concluso la sua avventura olimpica e ora torna a fare i conti con una situazione degli impianti sportivi a dir poco «complicata», per usare un eufemismo. «Dobbiamo il più possibile arrivare a un momento di riflessione sul ruolo del pubblico in ambito sportivo e se continuiamo a pensare che il partenariato pubblico-privato sia la soluzione per i nuovi bandi sbagliamo. Credo in sostanza che i grandi centri sportivi della città dovrebbero diventare di proprietà di Milano Sport, come abbiamo fatto con i mercati coperti per Sogemi. MilanoSport dovrebbe acquisirli e gestirli con criteri sociali e di inclusione che prevalgano su quelli econoici...». Così Alessandro Giungi (Pd), presidente della Commissione comunale Olimpiadi e Paralimpiadi, aveva risposto non più tardi di qualche settimana in un'intervista al Giornale su quale dovesse essere il principio a cui ispirarsi nella gestione dello sport in città. Negli ultimi anni a Milano la direzione non è stata questa e il Comune ha avviato un processo di affidamento a privati (o di partenariato pubblico-privato) per la gestione e la riqualificazione di numerosi impianti sportivi: dal Lido in Piazzale Lotto alla Piscina Cozzi al Centro Sportivo Scarioni all'Agorà tanto per fare qualche esempio. Una deriva rischiosa, su cui si dibatte e che molti, sopratutto le tante piccole società sportive che gestiscono lo sport amatoriale e giovanili tra sascrifici e volontariato, non vedono di buon occhio. Ma ora pare arrivi un «freno», una inversione di marcia a cominciare da uno degli impianti più importanti della città, il centro sportivo Carraro. Nell'ultima seduta la Giunta comunale ha infatti approvato una delibera che prevede l'inserimento definitivo dell'impianto nella dotazione di MilanoSport. Il centro di via dei Missaglia, una struttura da 43mila metri quadrati realizzata ormai dal 1987, è sempre stato un punto di riferimento cittadino per l'atletica, il calcio e il tennis oltre a ospitare spazi dedicati all'arrampicata e alla ginnastica. All'interno è presente anche un palazzetto polivalente per basket e pallavolo, attualmente oggetto di un importante intervento di riqualificazione finanziato con 3,4 milioni di euro di fondi Pnrr, con conclusione dei lavori prevista entro giugno. E a questo scopo, solo per quest'anno, è prevista un'integrazione del contributo che il Comune riconosce a MilanoSport fino a un massimo di 400mila euro. «La delibera rappresenta un'ulteriore conferma della volontà dell'Amministrazione di investire nello sport e un segnale concreto della serietà con cui abbiamo affrontato il tema della legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici - spiega l'assessore allo Sport, Martina Riva -. Il Carraro è un presidio fondamentale per Milano e per il quartiere di Gratosoglio: riportarlo al suo pieno funzionamento era una priorità del mandato. Resterà stabilmente in gestione a MilanoSport, che ha già dimostrato in questi anni capacità e qualità, e che potrà rafforzare ulteriormente il servizio mantenendo tariffe comunali accessibili».
E se per il Carraro la via sembra tracciata, così non è per un altro iconico impianto sportivo milanese: il centro XXV Aprile, tempio dell'atletica mondiale che sulla sua pista ha visto allenarsi campioni come Alberto Cova e Francesco Panetta nonchè giovani, amatori e soprattutto i bambini delle scuole.
E' oggetto di un progetto di riqualificazione pubblico-privato che vorrebbe in parte trasformarlo in un impianto più aperto al tennis, al padel e con una vocazione più commerciale. Mercoledì ospiterà un incontro pubblico che metterà a confronto esperti, istituzioni sportive e atleti, per capire quale potrà e dovrà essere il suo futuro. E il dibattito continua.