Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:57
In evidenzaAggiornato alle ore 17:57
Giù la maschera

Gaza, Marche

C'è solo una cosa peggiore degli attori che barattano un appello per la visibilità. E sono i politici che capovolgono un messaggio in una moda

Gaza, Marche

Vogliamo chiarirlo subito. Mentre ci accorgiamo che tutti hanno una loro incrollabile posizione su Gaza, noi invece abbiamo solo dubbi. Non sappiamo cosa sia peggio: la ferocia dell'esercito israeliano e la distorta volontà di potenza di Netanyahu oppure i crimini di Hamas e l'antisemitismo disumano di tanti Pro Pal?

Di certo, pur difendendo eccome il diritto a uno Stato palestinese, restiamo infastiditi dalle basse strumentalizzazioni dell'intera questione a fini mediatici o politici. E preferiamo non fare nomi.

Matteo Ricci ad esempio. L'ex sindaco Pd di Pesaro e candidato della Sinistra alle Regionali nelle Marche, uno che ha dimostrato di lottare sempre per le sue idee - e peccato non ne abbia - ieri, a 72 ore dall'apertura dei seggi, in crisi di astinenza da promesse elettorali ha dichiarato: «Se vinco, le Marche riconosceranno lo Stato di Palestina».

Caro Ricci, prima di tutto Le auguriamo che i marchigiani riconoscano Lei come Presidente. Sa, l'afflato umanitario in politica è molto, ma la credibilità lo è di più. E poi Le chiediamo come mai, se la guerra è in corso da due anni e la campagna elettorale da tre mesi, solo ora, a un passo dal voto, Lei si mette a giocare alla rivoluzione per la Palestina. Dal Metauro al mare.

C'è solo una cosa peggiore degli attori che barattano un appello per la visibilità. E sono i politici che capovolgono un messaggio in una moda. La solidarietà è un valore universale, non un capo di stagione.

E sì, chi resta in silenzio di fronte a un dramma è complice. Ma chi lo sfrutta biecamente è il colpevole.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.