Gesto della pistola contro Meloni: per lo studente un giorno di sospensione e un libro da leggere

Provvedimento morbido per il ragazzo che al Senato aveva puntato le mani a forma di arma contro il presidente del Consiglio. La dirigente scolastica del liceo: "Sono soddisfatta"

Gesto della pistola contro Meloni: per lo studente un giorno di sospensione e un libro da leggere
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Cosa rischia uno studente che, all'interno dell'Aula del Senato, mima il gesto della pistola all'indirizzo del presidente del Consiglio? In via teorica potrebbe andare incontro a una sospensione di 14 giorni, ma nella realtà dei fatti il provvedimento potrebbe assumere una portata molto lieve. Ed è proprio quanto accaduto al ragazzo minorenne che nei giorni scorsi a Palazzo Madama è finito al centro della bufera per aver puntato le mani a forma di arma verso Giorgia Meloni. Chi si aspettava una punizione esemplare resterà deluso: il giovane dovrà fare i conti con una reazione assai morbida.

La "punizione" verso il ragazzo, riferisce l'agenzia Dire, si è limitata solamente a un giorno di sospensione e a un libro da leggere. La decisione è stata intrapresa dal consiglio di classe che, dopo essere riunito e aver valuto i provvedimenti del caso, ha preferito non andare oltre. Dunque è stata tolta dal tavolo l'ipotesi inizialmente ipotizzata, ovvero la pena massima con 14 giorni di allontanamento da scuola. Il giovane, riferisce il Corriere della Sera, avrà a disposizione 10 giorni di tempo per proporre un eventuale ricorso contro la misura stabilita.

Sempre l'agenzia Dire ha riportato la posizione della dirigente scolastica del liceo scientifico Augusto Righi di Roma, che ha rivendicato l'intento educativo e non repressivo della scuola e che si è detta "soddisfatta per aver trattato una questione così delicata e divenuta di rilevanza nazionale, in maniera costruttiva per lo studente e per tutta la comunità scolastica". "Sono convinta che da questa vicenda tutti abbiano imparato qualcosa", ha aggiunto.

Il minorenne - nell'intervista rilasciata a La Repubblica - aveva riconosciuto di essersi reso protagonista di una "cavolata", ma al tempo stesso non aveva indietreggiato sulle sue posizioni e aveva smentito di aver rivolto il gesto della pistola verso il presidente Meloni: "Era verso l’alto. Le immagini e la prospettiva possono ingannare. Non volevo minacciare nessuno, è un gesto che ha radici precise di lotta, ma oggi non ha un connotato violento come invece poteva averlo in passato".

La scolaresca era presente a Palazzo Madama in occasione delle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo. Subito dopo la pistola mimata dal ragazzo era scoppiata la polemica politica. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, aveva condannato "nella maniera più decisiva" il gesto "non proprio elegante" del giovane.

Anche la stessa Meloni non aveva nascosto il proprio rammarico, soprattutto perché l'episodio si è verificato nel giorno dell'anniversario della morte di Marco Biagi, "un servitore delle istituzioni, dello Stato che ha pagato con la vita la sua disponibilità verso le istituzioni".

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