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"Giunta Sala, sinistra troppo estrema"

Calenda stronca Majorino: "Il nostro candidato non dovrà essere ideologico"

"Giunta Sala, sinistra troppo estrema"
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Non ha ancora gettato il cuore oltre l'ostacolo ma i presupposti ci sono tutti, eccome. Il leader di Azione Carlo Calenda oggi presenterà (anche) al sindaco Beppe Sala le proposte del partito per rendere Milano più sicura, ma ospite della kermesse di Forza Italia «Più libertà. più crescita» promossa ieri dalla presidente della Consulta nazionale Letizia Moratti al Teatro Manzoni ha ricordato che al voto per le Comunali nelle grandi città «abbiamo sempre fatto scelte nel merito, e in particolare riguardano le scelte dei nomi. Attualmente siamo nella coalizione che sostiene Sala ma è importante che il prossimo candidato abbia ben chiari i problemi che la città sta vivendo adesso, e quindi che non mostri l'approccio ideologico che un pezzo di questa coalizione di sinistra sta seguendo». Per dirla ancora meglio: «Valuteremo la qualità dei candidati in maniera molto obiettiva, come sempre» e «abbiamo visto emergere in questo periodo un'influenza della sinistra più estrema all'interno della giunta Sala che non ci è piaciuta per niente. Riscontriamo con una certa preoccupazione uno slittamento verso le tesi di Avs e della sinistra estrema, che poi sono quelli che hanno attaccato Sala sul Salva Milano mentre noi lo abbiamo difeso. Vedremo poi come si muoverà il centrosinistra e quali saranno i candidati di centrodestra. È molto presto per dirlo». I dirigenti locali di Azione hanno abbandonato a dicembre il tavolo di coalizione che stava discutendo con il sindaco sulla scelta del nuovo assessore (i calendiano puntavano su una delega ad hoc alla Sicurezza) e ha bocciato in maniera tranchant il mini rimpasto partorito dopo sei mesi di liti e veti incrociati. Quello che Calenda, a buon intenditore, tiene già ad anticipare al Pd è che «molto difficilmente» sosterrebbe la candidatura del capogruppo dem in Regione Pierfrancesco Majorino. L'identikit che ha in mente? «Un civico con grandi capacità gestionali. Ne ho in mente più di uno». Alla domanda se una figura giusta potrebbe essere il giornalista Mario Calabresi, tra i papabili del centrosinistra, risponde che «è una persona di cui ho grande stima».

«Se son rose fioriranno» commenta il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani che da mesi corteggia Azione e ha proposto agli alleati di offrire la poltrona da vicesindaco, per un ticket elettorale che attragga più voti al centro. Tra le ipotesi, la vicesegretaria Giulia Pastorella. «A Milano e anche nelle altre grandi città si può ripetere l'esperimento che abbiamo fatto in Basilicata, dove Azione si è alleata con il centrodestra per sostenere il candidato presidente di Forza Italia Bardi. Credo che con un civico di area moderata si possa raggiungere un accordo». Il governatore Fi del Piemonte Alberto Cirio ricorda che già un modello sotto la mole, seduto in platea al Manzoni c'era anche un assessore della sua giunta. Ci crede - non da ieri - il segretario regionale azzurro Alessandro Sorte: «Abbiamo aperto il dialogo con Calenda mesi fa, a partire da Milano che pensiamo sia contendibile. Siamo un partito in forma. Silvio Berlusconi ha lasciato una eredità politica che cerchiamo di portare avanti occupando uno spazio unico, l'area liberale e riformista, e le prossime elezioni saranno vinte al centro. Siamo il partito più importante della coalizione». Oltre 1.300 persone in sala e 400 rimaste fuori, davanti al maxishermo, per celebrare anche i 32 anni dalla discesa in campo di Berlusconi con Forza Italia, proprio al Teatro Manzoni. Passano le immagini in video, in prima fila commossa la compagna Marta Fascina, il fratello del Cav Paolo Berlusconi. Anche lui spera che Calenda «entri nella coalizione», non soltanto a Milano ovviamente, «è un ottimo politico».

Nel toto sindaco del centrodestra ad oggi ci sono l'ex rettore Ferruccio Resta, tra i politici il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, si è autocandidato una settimana fa il patron del «Panino Giusto» Antonio Civita, da tenere d'occhio secondo i rumors anche il presidente dell'Ordine degli Avvocati Antonino La Lumia. Sembra esclusa invece l'ipotesi Carlo Cottarelli, l'economista era ieri sul palco. Per l'assessore regionale Fi Gianluca Comazzi «è tempo che torni una giunta in grado di dare risposte su sicurezza e sviluppo».

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