Il governo: «Cala il consumo di droga»

RomaPer la prima volta diminuiscono i consumatori di sostanze stupefacenti. Dopo anni di inarrestabile crescita nel 2009 un milione di persone in meno ha fatto uso di cocaina e cannabis, un calo in percentuale del 25,7 per cento, dai 3.934.450 del 2008 ai 2.924.500 del 2009.
«La droga non è un flagello imbattibile», commenta il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento delle Politiche antidroga. Un risultato importante sottolineato anche dal premier, Silvio Berlusconi. «Meno consumo di droga significa togliere ingenti risorse alla criminalità organizzata e al terrorismo internazionale - osserva Berlusconi- Non solo. Anche diminuire il numero degli incidenti stradali e dei reati commessi sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, salvare i giovani dalle morti per overdose, liberando risorse da destinare alla sanità ed alla ricerca».
Non sempre le cause che hanno provocato questo calo dei consumi sono positive. È lo stesso Giovanardi ad attribuire la diminuzione dello sballo alla crisi economica: meno soldi da spendere insomma, anche per la droga. Si registra infatti un aumento invece del consumo di alcol, più a buon mercato, soprattutto tra i giovanissimi.
Forte impatto sull’opinione pubblica anche i casi di uomini famosi e potenti rovinati dall’abuso di stupefacenti come il presidente del Lazio, Piero Marrazzo. «Crolli di politici e imprenditori che hanno dimostrato come usando la droga si distrugge se stessi», spiega Giovanardi che però poi ricorda anche l’importante opera di prevenzione messa in atto in modo capillare sul territorio e anche nelle scuole dal governo.
«Sono decine le iniziative messe in campo dal governo in collaborazione con gli enti locali -elenca il sottosegretario- Campagne di prevenzione, introduzione dei drug-test e delle sanzioni hanno aumentato la consapevolezza sui rischi che comporta l’assunzione di droga».
Diminuiscono in assoluto anche le morti per overdose. La Relazione mette a confronto il dato del 1999, 1002 morti, contro quello del 2009, 484. I dati forniti dalla Polizia per il 2008 riportavano 502 vittime. Triste record però per l’Umbria con un tasso medio di mortalità per overdose tre volte superiore a quello nazionale. Dato contestato dall’assessore regionale Carla Casciari che sostiene invece ci sia stata una diminuzione.
Aumentano invece i ricoveri in ospedale per uso ed abuso di cocaina, più 4,2, e cannabis, più 5 per cento. Diverse le classi di età coinvolte. Si tratta di giovanissimi per la cannabis, massimo 24 anni, e di persone più grandi per la coca, dai 30 ai 39 anni. Per l’eroina si sale fino a 44 anni. La media nazionale è di 41,7 ricoveri ogni 100.000 abitanti.
Cresce pure l’uso di stimolanti chimici da parte dei ragazzi. Insomma meno eroina, cocaina e canne ma più pastiglie tipo ecstasy. In aumento pure l’abuso combinato: oltre il 90 per cento dei consumatori di stupefacenti esagera anche con l’alcol. L’assunzione quotidiana di alcolici è aumentata, dal 2007 al 2010, del 18,2 per cento. La Relazione denuncia come la droga trovi nuove vie per lo «spaccio sicuro». Sempre di più si vende e si compra on line: si attivano blog e social network dove ci si scambiano consigli ed informazioni. Spuntano in rete anche vere e proprie «farmacie» che vendono senza richiedere alcuna prescrizione sostanze di ogni tipo.
Perplessi gli addetti ai lavori, gli operatori dei Sert (i servizi di assistenza per i tossicodipendenti) e delle comunità che sostengono di non registrare alcuna diminuzione tra i consumatori di droghe. Il Partito Democratico invece liquida il lavoro fatto dal Dipartimento Antidroghe come «pura propaganda».

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