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“Il governo se ne frega dei sindacati”. Il solito disco rotto di Landini

In tv, Maurizio Landini va all'ennesimo attacco del governo con gli argomenti sempre uguali e senza soluzione di continuità

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Maurizio Landini non si stanca e imperterrito, come un disco rotto che suona sempre la stessa canzone, insiste sui soliti temi. "Noi facciamo i conti il presidente del Consiglio che c'è. Il governo se ne frega dei rapporti con le organizzazione sindacali e ragiona in una logica di comando. Ma governare non è comandare ma fare i conti con la rappresentanza sociale", ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini parlando a Che sarà su Rai3. Landini, com'è evidente ormai da tempo, desidera essere nella sala dei bottoni, sostituirsi alle decisioni del governo politico regolarmente eletto.

L'esecutivo, insiste, "non discute con i sindacati e va per i fatti suoi e sta colpendo il mondo del lavoro invece che colpire profitti ed extraprofitti". Le parole di Landini sono sovrapponibili a un qualunque discorso o intervento fatto dal segretario in passato e ora cerca di giocare di sponda con l'opposizione per ottenere il salario minimo e sulla rappresentanza in un contesto in cui, "c'è la volontà di affossare la contrattazione collettiva e addirittura di reintrodurre le gabbie salariali". Landini non ha nuovi argomenti, ricicla quelli già noti, senza mai fare proposte che siano concrete e attuabili. L'unica che avanza, da parte del segretario, è quella di cercare di guadagnare quanto più terreno possibile "Per dare validità ai contratti firmati da sindacati veramente rappresentativi".

Ora che Landini si impegna anche in ambiti esterni e si accoda a Emergency per l'appello sul cessate il fuoco a Israele nei confronti della Palestina, aderendo anche alla marcia della pace di Assisi, il sindacalista si mostra impegnato su vari fronti. Dai lavoratori alla guerra, il sindacato guidato dal segretario Landini, non da oggi, è orientato alla politica e fa opposizione militante al governo di centrodestra. Nel suo intervento televisivo, comunque, il portavoce della Cgil ha affrontato anche i temi realmente attinenti al suo incarico: "Per l'ex Ilva c'è bisogno di un interevnto pubblico, di una presenza azionaria di maggioranza del pubblico".

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