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"Ha violato la par condicio sul referendum". Report finisce all'Agcom

Nicolò Zanon, presidente del Comitato nazionale ‘Sì Riforma’, ha annunciato di aver inviato un esposto all’Agcom contro il conduttore di Report per violazione della par condicio

"Ha violato la par condicio sul referendum". Report finisce all'Agcom
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Report ha violato la par condicio. Questa è l’accusa di Nicolò Zanon, presidente del Comitato nazionale ‘Sì Riforma’ che, in un video diffuso oggi sui canali social ufficiali del Comitato, ha annunciato di aver inviato un esposto all’Agcom.

“Il servizio di Report sul referendum costituzionale trasmesso in data 8 febbraio è stato di una faziosità imbarazzante, zeppo di falsità sui contenuti della riforma. Soprattutto, è stato trasmesso nel bel mezzo del periodo di par condicio, in vigore dal 14 gennaio in vista del voto del 22-23 marzo”, afferma Nicolò Zanon. Secondo il presidente del Comitato nazionale ‘Sì Riforma’ “la normativa è chiarissima: in base alla legge 28 del 2000, in attesa delle regole più dettagliate, registi e conduttori sono tenuti a non esercitare alcuna forma di influenza e a non fornire, neppure indirettamente, indicazioni o preferenze di voto. In quella trasmissione è accaduto esattamente il contrario”. Zanon, nel video, ricorda che “la par conditio è entrata in vigore esattamente il 14 gennaio del 2026, una volta indetto il referendum costituzionale per il 22 e il 23 marzo e - spiega - questo lo ricaviamo dallo stesso sito dell'autorità per le garanzie delle comunicazioni”. E ha aggiunto: “Per questo, ho compilato personalmente una segnalazione sul sito dell’Agcom, denunciando come la trasmissione abbia esercitato un’influenza non indiretta, ma proprio palese e diretta, per screditare la tesi che evidentemente non gradiva”. Secondo Zanon, “si è così trasformata una trasmissione in onda sulle reti del servizio pubblico in un comizio a senso unico” e “di fronte a una violazione così evidente - sottolinea - non potevamo restare in silenzio”. Zanon non ha dubbi: “il conduttore (Sigfrido Ranucci ndr) ha esercitato altro che in forma indiretta, in forma palese e diretta la propria influenza per screditare la tesi che non gli piaceva”. E conclude: “La par condicio non è un dettaglio burocratico, ma una garanzia fondamentale per la correttezza del confronto democratico.

Ci aspettiamo che l’Autorità svolga verifiche e accerti eventuali irregolarità, traendone le conseguenze previste dalla legge. Abbiamo fatto il nostro dovere di cittadini che chiedono un minimo di equità e di decenza”.

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