Anche nel giorno di Santo Stefano, in collegamento dal Friuli Venezia-Giulia, il direttore Tommaso Cerno ha commentato le principali notizie del giorno con il Tg4, soffermandosi in particolare sull'attacco Usa contro l'Isis in Nigeria e sullo stop al gemellaggio tra Riace e Gaza City imposto dal governo nonostante l'accordo già siglato tra le parti lo scorso agosto. "Che l’isis colpisca anche l’islam moderato che, ormai, è sostanzialmente estinto anche in Europa per valore e potenza nella comunicazione, è un dato di fatto, cioè è un’aggravante non è non è una attenuante", ha spiegato il direttore contestando chi cerca di alleggerire le posizioni del terrorismo islamico sostenendo la tesi che i cristiani non siano gli unici obiettivi.
"Il tema vero è che c’è una propaganda islamista, legata ai gruppi terroristici dei luoghi dove anche il cristianesimo è in atto, dei luoghi dove gli ebrei sono sottoposti a un massacro costante. Cioè il tentativo di diminuire, di azzerare, di colpire la civiltà giudaico cristiana, che si rifonde in questo momento in quella cultura che contaminò l’Occidente tanti secoli fa e da cui pone le basi il nostro Occidente culturale, che si dimentica di noi là nei luoghi dove è nato. Oggi questa propaganda in Europa e in America porta la BBC, e tutti questi gruppi che ne sono vittime o complici, a dire queste frasi che non stanno né in cielo né in terra", ha proseguito il direttore, sottolineando "oggi ebrei e cristiani sono i più colpiti dall’islamismo radicale nei luoghi d’origine, come abbiamo visto dove l'America ha colpito dei terroristi che fanno stragi, cioè dei nemici della libertà dell’Occidente di qualunque tipo di cultura che vuole davvero integrare". Quindici anni fa, ha aggiunto Cerno, l'azione dell'America "l'Occidente stringersi intorno a quei cristiani morti oggi ci divide perché perché la propaganda islamista vuole che noi siamo divisi, deboli, a litigare tra di noi".
Quindi, il direttore ha commentato anche lo stop al gemellaggio tra Riace e Gaza City che è stato bloccato dal governo per i legami dell'amministrazione con Hamas. "Siamo in preda a una confusione che dura da mesi, cioè noi abbiamo visto la piazza italiana animarsi anche di tante persone, che in maniera del tutto naturale scongiuravano la politica di fare qualcosa perché gli orrori a Gaza finisse, nessuno di noi li vuole vedere, ma confondevano i palestinesi con il regime terroristico che li guida e che ha la gran parte della colpa di ciò che noi abbiamo visto succedere". Gli stessi, ha aggiunto, "che dopo diciamo l’inizio di questa complicata trattativa di tregua si sono in qualche modo mostrati per quello che sono. Ora, sindaci come Lucano, europarlamentari adesso di Avs, personaggi come Francesca Albanese, Ilaria Salis, gli stessi due segretari di queste due partiti e una certa sinistra radicale hanno inteso confondere Hamas e palestinesi: cioè ci hanno raccontato per mesi che erano i buoni mentre Hamas è un regime militare di terroristi. Quindi lo stop del governo a fare un gemellaggio con dei terroristi non solo è come dire il minimo in una democrazia ma ci mostra il punto a cui siamo arrivati".