"Ho criticato Grillo e ora mi minacciano. Temo per i miei figli"

Il docente che ha svelato il bluff dei seguaci del comico su Twitter: "Cercano il mio indirizzo di casa, vado all'autorità giudiziaria"

«Come va? Insomma, sono provato e preoccupato. Per me e per la mia famiglia. Sa ho due figli piccoli...».
Fosse per lui la finirebbe qui. Marco Camisani Calzolari ha 43 anni, è professore dello Iulm, vive tra Londra e Milano ed è un esperto del mondo di internet e di tutto quanto ne ruota attorno. È lui l'autore dello studio che ha rivelato che oltre la metà dei followers di Beppe Grillo sul social network twitter sono fasulli. Non ha accusato il comico di aver comprato un seguito per migliorare in qualche modo la sua immagine ma, lo stesso, apriti cielo. Perché, evidentemente, chi tocca in qualche modo Grillo, scatena un esercito multimediale che pochissimo ha a che vedere con libertà di pensiero e parola tanto sbandierata dal comico. Ed ora ha paura.
«Sto ricevendo insulti e minacce di ogni tipo. In gergo si chiama mail bombing, mi stanno tempestando di mail e messaggi. Ma è altro quel che mi preoccupa».

Ovvero?
«Stanno girando sul web appelli a diffondere i miei dati personali, l'indirizzo di casa e dell'ufficio. Onestamente ho paura. Ho un bambino di 3 mesi e uno di 8 anni... Nessuno mi ha detto 'ti vengo a prendere a casa' ma non voglio correre rischi. Tira una brutta aria, domani mi rivolgerò all'autorità giudiziaria, devo tutelare me e la mia famiglia».

Così è lei il più odiato dell'estate.
«Non capisco. Non faccio politica. Sono solo un professionista. Le mie spiegazioni sul merito le ho date ma ora mi chiamo fuori, non sono attrezzato per sostenere una guerra di questo tipo».

Certo che si è fatto una bella pubblicità...
«Ma io non ho accusato nessuno, ho solo diffuso dei dati. Non mi aspettavo tutto questo clamore».

Ne è proprio sicuro?
«Mi aspettavo interesse, quello sì, ma limitato ai dati e al dibattito civile che ne poteva conseguire. Arrivato a questo punto, mi ritiro dalla diatriba, non so gestirla, non è il mio campo».

Lei non li cita. Ma chi la sta coprendo di insulti e minacce è rappresentato dal seguito di Grillo, grillini assortiti.
«Ma non credo proprio sia lui ad istigare... Però ci sono siti che invitano a insultarmi, a intasarmi l'indirizzo mail. E certe frasi sono davvero di una violenza inaudita. Qualcuno ha sicuramente passato il limite sconfinando sul penale».

Potendo parlare con Grillo cosa gli direbbe?
«Gli direi, 'Per favore, basta così'. Davvero, che la storia finisca qui».

Eppure in passato ha condotto lo stesso tipo di ricerca sui social network, smascherando fior fiore di multinazionali che aumentavano il numero dei loro ammiratori sui social network. Mai avuto problemi?
«Mai nulla di simile, anzi. Spesso mi hanno contattato per capire meglio perché nella stragrande maggioranza dei casi l'utente finale non è responsabile e questi meccanismi, che siano acquisti di followers o altro, accadono a sua insaputa».

Dopo tutto questo clamore, si sente condizionato in vista del prossimo studio?
«Beh certo, a breve uscirà quella effettuata su tutti i leader e i partiti politici e poi rifletterò seriamente su cosa fare e come. Se me lo chiede oggi sono preoccupato e dubbioso».

Tra una serie di «vaffa», in stile Grillo, e assortiti «pezzo di m...», la accusano di essere «re delle bufale e servo del Pdl».
«Ancora per quelle foto e quella storia del sito forzasilvio.it...Io ho solo fornito la piattaforma, Berlusconi è stato mio cliente. Nulla di più, non ho altri legami».

Ma in questo momento ha pensato al classico «chi me l'ha fatto fare»?
«Eccome. Se questo è il risultato non lo rifarei assolutamente perché non è il mio mestiere andare contro i partiti politici. Se si parla di numeri, di web e digitale sono nel mio. Ma con gente che cerca il mio indirizzo davvero non so che fare».

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