“Ho tradito tanto tranne il mio pensiero. Mi hanno accusato di tradire il mio pensiero e mai quello che pensavo, mentre io le mie idee non le ho mai tradite”. Lo ha detto il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno durante la presentazione del suo ultimo libro “Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà” (edito da Rizzoli), che si è tenuta a Roma alla libreria Mondadori della Galleria Alberto Sordi. Presenti in sala molti ex parlamentari come Annagrazia Calabria e Renata Polverini, ma anche parlamentari attualmente in carica come Micaela Biancofiore e Maria Grazia Gelmini.
L’ex deputata Melania De Nichilo Rizzoli, che ha moderato l’evento, parlando di Cerno, ha detto: “Lui rende il tradimento quasi una cosa positiva e costruttiva”. Accanto al direttore era presente la conduttrice di Domenica In Mara Venier, arrivata in compagnia di Teo Mammuccari, parlando dei tradimenti subiti, ha confessato: “Sono stata male, ma non ho rancori per nessuno. Sono ormai in pace con me stessa, sono in pace con gli altri, sono ormai una donna libera in tutti i sensi. Non mi importa di chi mi ha fatto del male”. Anche il direttore Cerno ha detto chiaramente: “Non mi sono risparmiato, ma non mi pento mai, se non di quello che non faccio e soprattutto amo i miei errori. I miei errori mi hanno reso grande e capace di capire quanto è divertente vivere in un modo di Gesù Cristo”. E ha aggiunto: “Vedo tanti Gesù Cristo che ti vogliono spiegare come va il mondo e, allora, ho fatto finta di essere Giuda”.
Nella sua disamina del traditore per eccellenza, Cerno ha spiegato: “Ho scritto il libro perché mi sono reso conto che il tradimento ha assunto una dimensione noiosa. Giuda ha un antagonista che si chiama Pietro, ma entrambi erano due interpreti diversi di Gesù. Tra i due non c’era molta differenza. Uno ha scelto di essere un reietto e che l’altro fosse l’amore”. E ancora: “Senza Giuda, Cristo sarebbe un crocifisso qualsiasi e non il capo di una Chiesa nata sulla base di un tradimento”. Nel corso della presentazione non è mancato un passaggio sugli editori che, nonostante il suo passato da senatore del Pd, lo hanno voluto prima come direttore del Tempo e poi del Giornale: “La famiglia Angelucci è stata una delle scoperte più belle di libertà intellettuale. Appena li ho incontrati ho capito che avevo incontrato persone che mi chiedevano se li aiutavo a capire l’Italia che sta cambiando”.
Infine, Venier ha raccontato come ha conosciuto Cerno: “È stato un colpo di fulmine", ha detto, "una sera a cena di compleanno un po' noiosa di 2-3 anni fa. Ho incontrato uno strambo. Non ci conoscevamo. Ho iniziato a parlare con lui e non sarei mai più andata via perché abbiamo parlato di tutto”.
Parlando dell’esperienza di Domenica In e dei tanti avvenimenti raccontati come la guerra, il caso della famiglia nel bosco e del piccolo Domenico, Cerno ha detto: “C’è stato un momento in cui mi ha telefonato solo Mara perché ero diventato un’entità radioattiva. Con Mara ho riscoperto il giornalismo e l’emozione che ti dà la cronaca”.