Per i contratti a termine proroghe ridotte a 5

Il dl Lavoro verso l'esame della Camera, bocciato il ddl che eliminava le dimissioni in bianco

Per i contratti a termine proroghe ridotte a 5

È stato approvato in commissione Lavoro della Camera l'emendamento al decreto legge che riduce da otto a cinque il numero massimo di rinnovi per un contratto a tempo determinato. Resta invariato il termine complessivo dei 36 mesi.

Lo sconto sui contributi, per i contratti di solidarietà, salgono poi al 35%. Fino ad ora la legge del 1995 che si occupa delle agevolazioni per i contratti di solidarietà stabilisce che i datori di lavoro che stipulino il contratto di solidarietà hanno diritto, nei limiti del Fondo per l’occupazione, ad una riduzione del 25% dell’ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale, per i lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%. Viene invece cancellata la parte del provvedimento del 1995, che prevedeva un incremento degli sconti nel caso di una riduzione dell’orario di lavoro superiore al 30%.

Prorogati inoltre di un anno i contratti a tempo determinato del personale educativo e scolastico, che lavorano negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia degli enti comunali. Lo scorso anno era stata data la possibilità di prorogare e rinnovare i contratti fino al 31 luglio 2014; con la proposta di modifica approvata da Montecitorio il termine viene fatto slittare al 31 luglio 2015.

Domani il testo dovrebbe approdare nell'Aula della Camera. Insorge però il Nuovo centrodestra: "Il Pd ha smontato il dl Poletti e in Aula faremo una battaglia per ripristinare il testo originario", ha detto il vicecapogruppo Ncd alla Camera Sergio Pizzolante. Nonostante le numerose critiche, assicura però Maurizio Sacconi nel corso di una conferenza stampa alla Camera, "la fiducia la voteremo".

Altro motivo di attrito il tema delle dimissioni in bianco. La commissione Lavoro ha votato infatti affinchè il testo venga discusso insieme alla delega al governo sul lavoro, più nota come Jobs Act. "In un quadro di smantellamento dei diritti sociali in corso in Italia, voler ripristinare la legge contro le dimissioni in bianco era scelta dettata dal buonsenso.
Il passo in avanti compiuto alla Camera evidentemente ha impaurito chi era allergico ai diritti e alle norme di civiltà", ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola, "Chi nel governo Berlusconi cancellò quella legge del centrosinistra, oggi è nell’attuale governo con il partito democratico e ha imposto il suo affossamento al Senato. Affossamento che il PD non ha voluto impedire. Ora la parola, ci auguriamo che se la prendano le donne, i militanti, quegli esponenti del PD che ancora credono in una prospettiva di cambiamento e nel centrosinistra. Non è più tempo della retorica stucchevole degli annunci contro le discriminazioni mentre poi in realtà chi decide davvero sono i diversamente berlusconiani".

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