I sindacati al governo: troppe tasse sui salari

Bonanni chiede al governo meno enfasi sull'articolo 18 e una "discussione chiara e trasparente". Angeletti: proposte non siano solo teoriche

I sindacati al governo: troppe tasse sui salari

Meno enfasi all'articolo 18 e "iniziative per ridurre il fisco sui salari". A proporlo è Raffaele Bonanni, segretario generale della Cgil che parla a nome del suo sindacto chiedendo che vengano ridotte le tasse sul lavoro dipendente, che al momento sono "oltre il 50%".

"Sfidiamo il Governo ad aprire con noi una discussione davvero forte, chiara e trasparente sulle disfunzioni del sistema, sul fisco che pesa sul lavoro", continua il leader sindacale, a margine di un incontro delle Rsu del pubblico impiego. Il fisco, secondo Bonanni, "falcidia in modo inesorabile gli stipendi e poi ci sono le disfunzioni del sistema, energia-infrastruttrure-pubblica amministrazione".

Sul problema della tassazione sui salari si esprime anche Luigi Angeletti, leader della Uil, che imputa il problema dell'Italia, in relazione alla differenza con l'Europa, a una "trappola fatta di bassi salari e bassa produttività" negli anni Novanta. "Il governo oltre alle belle intenzioni che non sono altro che intenzioni apprezzabili farebbe bene a rendere strutturale quella riduzione di tasse che si hanno sui premi di produttività".

Angeletti segue Bonanni, chiedendo al governo provvedimenti seri e commentando che "l’unità tra i sindacati" non è il problema principale, che è invece "cosa voglia fare concretamente il governo". La Uil esprime comunque fiducia sui colloqui in atto, anche se, dice, servono "un pò di spinte che dobbiamo ancora dare al governo perchè faccia delle proposte non solo teoriche ma anche pratiche, le probabilità di un’intesa entro il mese di marzo sono molto elevate".

Il segretario della Uil chiede anche che "nel tavolo di giovedì con il Governo" arrivino "risposte praticabili sugli ammortizzatori sociali, il vero punto cruciale della riforma per risolvere il quale occorre che il governo stanzi delle nuove norme. Non si possono estendere gli ammortizzatori sociali se non ci sono sufficienti risorse per proteggere le persone che rischiamo di perdere il posto di lavoro".

Da quanto emerso dai dati Eurostat l'Italia ha "il dato più basso sui salari e il più alto per i compensi a politici, manager pubblici e privati: questa è la realtà - aggiunge il segretario Bonanni - mai descritta fino in fondo e mai gestita fino in fondo. Non si giustifica che i nostri salari siano sotto la Grecia e sotto Cipro".

Come non si giustifica che i dipendenti pubblici si siano trovati, sotto Prodi, poi Berlusconi e Monti, con lo stesso reddito "e pure denigrati". La soluzione, secondo Bonanni, sarebbe la riduzione dei "livelli amministrativi e istituzionali" e una miglior retrivuzione per gli statali, i cui salari sono stati bloccati dalle manovre.

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