Imu, dubbi della Corte dei Conti sulle coperture

Braccio di ferro sulla riduzione delle tasse. Dopo essersi opposta al blocco dell'aumento dell'Iva, adesso il pd vorrebbe anche rivedere l'abolizione dell'Imu: "Va rivista"

Imu, dubbi della Corte dei Conti sulle coperture
La pagina del modello F24 alla voce Imu

Nuova tegola sull'Imu. La Corte dei Conti ha espresso "perplessità" sulla sanatoria per i concessionari dei giochi prevista nel decreto che copre la cancellazione della prima rata dell'imposta sulla abitazione. In audizione alla Camera, la magistratura contabile ha fatto leva sulle incertezze che "circondano la realizzabilità del gettito associato alla nuova norma agevolatrice". Il report della Corte dei Conti dà il "la" al Partito democratico per tornare all'attacco e riproporre l'imposta che il Pdl ha a lungo lottato per cancellare. "Per il 2013 potrebbe essere un discorso serio dire che i soldi non ci sono, vanno trovati 6 miliardi e mezzo che non crei con la bacchetta magica - ha spiegato il responsabile economia del Pd Matteo Colaninno - possiamo pensare di riaprire la seconda rata dell`Imu perché i soldi non ci sono"

Secondo la Corte dei Conti, al governo Letta non resta che valutare "la potenzialità della nuova normativa a generare quell’ampio tasso di adesione che la Relazione tecnica assume nel quantificare gli effetti attesi di maggior gettito". Da qui l'invito a interrogarsi sull’idoneità della norma ad "assicurare il maggiore gettito atteso (600 milioni di euro, ndr) che concorre in maniera determinante ad assicurare la copertura" dell’intero decreto. In audizione a Montecitorio il presidente Raffaele Squitieri ha riportato i dati sulla sanatoria acquisiti dalla Corte al 23 settembre. "Le istanze presentate sulla base dell’articolo 14 risultano pari a 33 - ha spiegato Squitieri - gli introiti potenzialmente incamerabili, nella misura percentuale minima del 25% dei danni quantificati nelle sentenze di primo grado, ammontano a circa 270mila euro, di cui solo circa 75mila destinabili direttamente al bilancio dello Stato". Le posizioni soggettive già definite col decreto sono diciassette, per un totale di pagamenti pari a circa 13mila euro. La magistratura contabile ha, comunque, sottolineato che si tratta di indicazioni "del tutto preliminari e parziali" d cui sono peraltro esclusi i concessionari condannati con la sentenza della Corte dei Conti del 2012, quella cioè destinata ad assicurare il gettito atteso dall’articolo 14 del dl Imu. "Si tratta - ha concluso Squitieri - delle posizioni economicamente più rilevanti che, però, proprio per questo, risentono delle incertezze che caratterizzano questa prima applicazione della norma".

"Il governo Letta si trova a un bivio e non c'è alternativa", ha avvertito Anna Maria Bernini, portavoce vicario del Pdl, ricordando all'esecutivo che l'aliquota non va abolita Iva, che l'imposta sulla prima casa va abolita, che il cuneo fiscale va ridotto e che i debiti delle pbbliche amministrazioni vanno erogati al più presto. "Sono tappe necessarie di questo percorso di rinascita dell'Italia", ha avvertito la Bernini. Ma dal Partito democratico c'è chi non vuol sentir ragioni. E, se nei giorni scorsi il grimaldello per far cadere Letta era esclusivamente la partita sull'aumento dell'Iva, adesso c'è chi vorrebbe riaprire anche il nodo Imu. "La ripresa in Italia sarà lenta e fragilissima, con problemi di disoccupazione ancora per lungo tempo - ha detto Colaninno a Agorà - se oggi si dovesse riaprire una crisi politica disordinata da parte della comunità politica e finanziaria internazionale, potremmo ripiombare in quelle vicende che hanno portato l'Italia in una condizione di non ritorno". Da qui la proposta di andare a "rivedere" l'imposta sulla prima abitazione.