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Dama Spa, indagato per caporalato Andrea Dini

Andrea Dini, cognato del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, è indagato con altre 5 persone per caporalato dalla Procura di Milano in un filone d'inchiesta sullo sfruttamento nella moda e nel made in Italy. Il governatore: "Strumentale accostarmi a mio cognato"

Dama Spa, indagato per caporalato Andrea Dini
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Andrea Dini, il cognato del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, è indagato con altre 5 persone per caporalato dalla Procura di Milano in un filone d'inchiesta sullo sfruttamento nella moda e nel made in Italy. I pubblici ministeri Paolo Storari e Daniela Bartolucci ha disposto martedì il controllo giudiziario d'urgenza della Dama spa, la società di produzione di maglieria e vestiario guidata dal fratello 61enne della moglie del governatore, Roberta Dini.

L'accusa nei confronti dell'azienda da 107 milioni di ricavi l'anno, 5,6 milioni di utili e 309 dipendenti di cui 130 operai, indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, è di "sfruttamento" della manodopera cinese in "stato di bisogno" impiegata 7 giorni 7 dalle 8 del mattino alle 22 della sera nella produzione dei capi del brand Paul&Shark, il marchio internazionale la cui attività produttiva si svolge principalmente nella sede di via Piemonte a Varese. Le collezioni sono distribuite in tutto il mondo nelle "località più esclusive" dello shopping e attraverso il sito dell'azienda. La misura, che dovrà essere vagliata da un gip entro 10 giorni, è stata eseguita in mattinata dalla guardia di finanza.

Fontana: "È strumentale accostarmi a mio cognato"

"Chiedete a mio cognato" che "sicuramente dimostrerà la propria innocenza come ha fatto in precedenti episodi nel quale è stato coinvolto.

Mi chiedo la strumentalità della domanda e dell'abbinamento del mio nome con quello del dottor Dini, che è titolare dell'azienda nella quale io non ho alcuna parte", afferma il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. "Prendo atto del fatto che più che sapere le cose - ha aggiunto parlando con i cronisti a Palazzo Lombardia -, volete cercare di mettere sempre un pizzico di veleno".

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