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Gli iraniani esultano a Torino, ma Arci e compagni in piazza dalla parte sbagliata: "No all'aggressione di Usa e Israele"

"Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli" è il presidio organizzato da Arci per domani, martedì 3 marzo, alle 18 in piazza Castello

Gli iraniani esultano a Torino, ma Arci e compagni in piazza dalla parte sbagliata: "No all'aggressione di Usa e Israele"
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Sabato a Torino sono scesi in piazza centinaia di giovani iraniani esultanti per l'attacco al regime teocratico da parte di Stati Uniti e Israele. Ma a sinistra c'è chi non la pensa come loro. "Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli" è il presidio organizzato da Arci per domani, martedì 3 marzo, alle 18 in piazza Castello. L'organizzazione di sinistra scende in piazza insieme a sindacati, associazioni, movimenti vari "per chiedere al Governo, in ottemperanza all'articolo 11 della Costituzione, di farsi promotore della de-escalation militare e di mettersi subito all'opera per fermare la guerra in corso in Iran e nel Medio Oriente". La locandina dell'evento non lascia dubbi: "Fermiamo la guerra di USA e Israele. Presidio contro l'aggressione all'Iran".

"Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non portano libertà: saranno causa di altre guerre, sofferenze e instabilità in quel territorio. Il prezzo di tutto questo ricadrà sui civili che, da anni, lottano per i diritti e la democrazia e che non hanno bisogno di missili stranieri sulla testa", sottolinea Daniele Mandarano, presidente di Arci Torino che ricorda come "le guerre nate per esportare la democrazia finiscano per rafforzare autoritarismi e repressione".

Ma il presidio torinese non chiede solamente che la politica e i governi scelgano la strada della pace: "Siamo in piazza anche per ribadire con chiarezza la nostra contrarietà al riarmo europeo.

Non vogliamo un’Europa che investa miliardi in armamenti, mentre arretrano diritti e welfare - conclude Mandarano - La sicurezza non si costruisce con le armi ma con la giustizia sociale, la cooperazione e la solidarietà e il dialogo tra i popoli". ‎

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