L’era delle imboscate in autostrada finisce nei giorni del maxi rientro

L’era delle imboscate è finita: Polizia locale e società senza scrupoli non potranno più coalizzarsi e tendere trappole agli automobilisti. Il divieto di arricchirsi alle spalle di chi si muove in auto è contenuto nella direttiva del ministro dell’Interno Roberto Maroni del 14 agosto. Indubbiamente una notizia che darà buonumore a chi si appresta ad affrontare il contro-esodo.
La direttiva contiene varie disposizioni, ma la più importante, quella che porta maggiori benefici pratici, è la comunicazione che gli autovelox, i peggiori nemici di chi guida, potranno essere gestiti unicamente dagli operatori di polizia. Ma non basta: le pattuglie dovranno essere visibili e non nascoste, e sarà garantita la massima tutela della privacy.
Così, proprio quando si attendono milioni di auto sulle strade, diventa realtà il piano più volte annunciato da vari responsabili di dicasteri per eliminare gli abusi delle autorità locali che usavano i controlli di velocità come trappole per riempire le casse. Diverranno pertanto fuorilegge le alleanze tra comuni e società private che in più casi si sono trasformate in vere e proprie associazioni per delinquere, come hanno confermato le recenti inchieste.
Ora il compito di pianificare le attività di controllo spetta unicamente ai prefetti, con la collaborazione delle Conferenze provinciali permanenti. Saranno di conseguenza localizzati i tratti di strada più pericolosi, in base ai dati relativi ai sinistri avvenuti nei due anni precedenti, e installati i dispositivi di controllo adeguati. Sono inoltre previste nuove norme per la tutela della riservatezza delle persone che compiono un’infrazione. Le foto o le riprese video dovranno pertanto essere trattate esclusivamente da personale degli organi di Polizia non più da società private come accadeva fino a ora.
Le Polizie locali non saranno di fatto private del loro ruolo di controllo, ma sarà loro proibito di agire autonomamente come avvenuto negli ultimi anni. La loro attività dovrà infatti avvenire sotto il coordinamento della Polizia stradale. E di fatto non sarà più possibile posizionare rilevatori di velocità in presenza di limiti di velocità impossibili da rispettare, con il solo obiettivo di fare cadere nella rete il maggior numero di veicoli in transito.
L’obiettivo primario è chiaramente quello di usare i rilevatori come reale strumento di prevenzione e sicurezza sui tratti di strada più a rischio, in modo da favorire il dimezzamento del numero delle vittime entro il 2010, come richiesto dalla Commissione europea, che dispone di una particolare specializzazione in materia. Ma indirettamente la direttiva del ministero degli Interni fornisce gli strumenti per ridurre al minimo le possibilità di contestazioni e ricorsi. Di conseguenza potrebbe risultare progressivamente più agile anche il lavoro dei giudici di pace, che fino a oggi hanno impiegato buona parte del loro tempo proprio in questa materia. Resta solo un dubbio da chiarire: quali stratagemmi troveranno le amministrazioni comunali che avevano trovato negli autovelox gli alleati più preziosi e fidati per fare quadrare i bilanci? Senza il controllo della velocità e con i semafori sotto inchiesta, assisteremo probabilmente a un’impennata delle infrazioni per divieto di sosta.

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