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L’estrema sinistra mette nel mirino i parlamentari di FdI: "Sono come le Br"

Dai partiti radicali della sinistra extraparlamentare prosegue l'attacco alle istituzioni e al governo Meloni con intimidazioni e liste di proscrizione

L’estrema sinistra mette nel mirino i parlamentari di FdI: "Sono come le Br"
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La tensione nel Paese è in aumento e dall'estrema sinistra stanno cercando in tutti i modi di provocare e di sostenere la tesi del disordine sociale per arrivare allo scontro. Le realtà antagoniste tessono le proprie trame, provano a organizzare piazze per mettere in difficoltà il governo e, dall'altro lato, mettono nel proprio mirino esponenti istituzionali. Tra chi è finito di recente nelle mire delle realtà più radicali del Paese ci sono due esponenti di Fratelli d'Italia: Francesco Filini e Sara Kelany. La ragione è un'interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi dello scorso ottobre, firmata da un nutrito gruppo di parlamentari e intitolata "Elementi in relazione a una possibile strategia eversiva in ottica antioccidentale e antisemita" con l'obiettivo di avere informazioni su eventuali indagini in corso sul partito dei Carc.

Per questa interrogazione, incentrata principalmente su un volantino diffuso prima delle mobilitazioni per la Palestina, e per le dichiarazioni rese in Aula in fase di discussione della stessa, i Carc hanno deciso di procedere alla querela di Filini e Kelany presso la procura di Milano, rivendicando l'atto come "legale, ma è soprattutto un atto politico". Lo definiscono ancora un atto "che offre argomenti e appigli alla lotta per cacciare il governo Meloni, per continuarla nelle piazze, sui posti di lavoro, nelle scuole e portarla anche nelle sedi istituzionali e nelle aule di tribunale". Definiscono anche particolarità che "un ministro della Repubblica ritiene un pericolo eversivo l’obiettivo di sostituire il governo Meloni con un governo di emergenza popolare, con un governo partigiano della Palestina libera, con un governo che attua la Costituzione antifascista del 1948".

Poco dopo che i Carc hanno annunciato di aver sporto querela nei confronti di Kelany e di Filini, il (nuovo) Partito Comunista Italiano ha aggiornato la "lista di proscrizione dei sionisti", iniziata ormai quasi due anni fa, inserendo nell'elenco proprio Sara Kelany, con tanto di semi-biografia ma anche di "accuse" a suo carico: "Nel febbraio 2024 è stata a capo di una delegazione del suo partito per mostrare “solidarietà alle 'autorità e al popolo israeliani' dopo l’operazione partigiana del 7 ottobre 2023. L’8 ottobre 2025 un nutrito gruppo di parlamentari di FdI (tra cui Kelany) ha presentato un’interrogazione al ministro Piantedosi".

Un metodo purtroppo noto in Italia, che mette le radici negli anni oscuri, come ha spiegato l'onorevole Kelany a il Giornale: "È la stessa modalità che usavano le Brigate Rosse negli anni 70, quando mettevano all'indice i vari operai delle fabbriche mettendo sui volantini nomi e cognomi, sperando nella reazione dello spontaneismo armato, piuttosto che dell'intimidazione, dell'umiliazione o della delegittimazione all'interno della fabbrica".

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