L'affondo del Cavaliere contro Alfano: sta con chi mi ha ucciso

Vertice di Berlusconi con i gruppi di Forza Italia. La strategia per le urne: se si torna al Mattarellum potremmo anche correre da soli

L'affondo del Cavaliere contro Alfano:  sta con chi mi ha ucciso

E alla fine arrivò il Silvio Berlusconi in versione extra-parlamentare. Non solo perché ormai decaduto da senatore della Repubblica, ma anche per i toni e gli affondi che sono duri come non si vedeva da tempo. Sui giudici «fuori controllo», su Magistratura democratica paragonata alla P2, sul voto di Palazzo Madama che ha sancito la sua decadenza assimilato a un «colpo di Stato» e pure sul rischio che venga reintrodotta la patrimoniale. Insomma, quello che arringa per oltre un'ora i parlamentari di Forza Italia riuniti a piazza San Lorenzo in Lucina è un Cavaliere decisamente in modalità comizio. Pronto, ormai, alla campagna elettorale.
E se dovranno essere le elezioni Europee di fine maggio il primo banco di prova dove misurare le forze, Berlusconi non sembra intenzionato a fare sconti neanche al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. Per Bruxelles e Strasburgo, infatti, si vota con il proporzionale e dunque ognuno corre per sé. Peraltro con lo sbarramento del 4%, che il Ncd deve quindi superare ad ogni costo. Ecco perché che il Cavaliere stia preparando la strada per la campagna elettorale lo si capisce anche dall'affondo che riserva a quelli che definisce «i nostri amici». Perché è quello il bacino elettorale su cui insiste l'ex premier e perché un loro flop equivarrebbe ad una vittoria per Forza Italia. «Non capisco come possano stare con chi ha ucciso politicamente il loro leader, la gente li ha già giudicati», dice Berlusconi evitando accuratamente di pronunciare il termine «traditori» e aggiungendo che Alfano era l'unico ministro che aveva indicato lui mentre «tutti gli altri» (Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo) «li ha scelti la sinistra». Un Cavaliere decisamente all'attacco, che non esclude una corsa in solitaria anche alle politiche, che siano nel 2014 o nel 2015. «Se ci sarà il ritorno al Mattarellum – dice – Forza Italia potrebbe correre da sola».

Ma buona parte del suo intervento il Cavaliere lo dedica alla giustizia. Che «non è un problema solo di Berlusconi» ma, dice l'ex premier, «riguarda tutti i cittadini, soprattutto quelli che a differenza mia non possono difendersi». Quanto sta accadendo, aggiunge, «è la dimostrazione che in Italia la magistratura è fuori controllo». Poi l'affondo su Md: «La P2 era una accolita di illusi mentre questi di Magistratura democratica sono organizzati per scalare il potere, ottenere ruoli e posizioni». E ancora: «Le tesi estremiste non fanno bene al Paese, ricordiamoci come si arrivò alla nascita delle Brigate rosse». Tranchant pure sul voto del Senato che ha sancito la sua decadenza da senatore: «È stato un colpo di Stato».

Un Berlusconi durissimo, insomma. Anche perché il timore che possano arrivare provvedimenti restrittivi c'è e non contribuisce certo al buon umore. «Sto rischiando la mia libertà. Non è bello andare a letto con in timore che l'indomani mattina si presentino i carabinieri per portarti a San Vittore», si lascia sfuggire con un pizzico di preoccupazione a margine dell'incontro con deputati e senatori.

Poche, invece, le novità sul fronte partito. Di fronte ai big di Forza Italia che continuano a fare pressione perché metta mano alla struttura del partito, il Cavaliere decide infatti di risponde lanciando la «nuova fase» che vede l'avvio «in ogni regione» di un percorso «costituente» con la nascita di comitati composti «da tutti i parlamentari nazionali ed europei». Di fatto, un modo per prendere tempo. E rimandare più in là nomine su cui qualche attrito interno c'è. È chiaro, infatti, che questi maxicoordinamenti accontentano tutti e nessuno.

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