Matteo Salvini mette di nuovo nel mirino Report. E lo fa dopo l'ennesima notizia che riguarda la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci. "Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega. Le notizie apparse anche oggi sulla stampa, che confermerebbero il vizio di indagini parallele e opache nei confronti del tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, sono altamente preoccupanti. È necessario e urgente che queste vicende vengano chiarite in modo inequivocabile, anche per far emergere mandanti e destinatari di questi dossier: è utile ricordare, infatti, che alcuni processi penali sono innescati dopo notizie apparse sui media. Hanno gettato cittadini perbene nel tritacarne, salvo poi confermarne l’innocenza solo dopo anni di fango. Uno scandalo che è necessario approfondire". La nota della Lega è chiara e definita e non ammette incomprensioni.
La vicenda giudiziaria
Dopo la notizia riportata oggi dal Corriere della Sera secondo cui la Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con citazione diretta di una ex professionista dello studio, denunciata dal commercialista milanese Giangaetano Bellavia nonché volto noto in qualità di consulente della trasmissione Report, per l’ipotesi di "accesso abusivo a sistema informatico" nella copiatura, tra il 18 giugno 2024 e il 25 settembre 2024, di "1 milione di file costituenti il know how dello studio" Bellavia.
Secondo quest'ultimo si tratterebbe di "dati super sensibili".
L'indagine è ancora tutta da definire anche perché presenta diversi punti oscuri, uno su tutti un misterioso appunto che contempla un "elenco sommario dei magistrati" corrispondenti a quelli degli "atti sottratti", 19 toghe tra cui due pm di fascicoli che per Bellavia erano all’epoca ancora segreti, a Milano e Catania.
Tra i nomi risultanti dai file copiati ci sono: Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Manfredi Catella, Bettino Craxi, Massimo D’Alema, Luigi Di Maio, Alberto Di Rubba, Lamberto Dini, Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Flavio Briatore, Luca Barbareschi, da Giuseppe Graviano, Irene Pivetti, Gianni Letta, Claudio Lotito, Cesare Previti e Giulio Tremonti.
Come se non bastesse, sempre in base a quanto scrive il Corriere, Bellavia parla di altri file «rubati» nei quali ci potrebbero essere anche carte sottopostegli nel tempo dalla redazione di "Report" per una valutazione, e poi magari non (o non tutte) usate in onda. Insomma, tanti interrogativi ancora che impongono le verifiche del caso come ha subito evidenziato la Lega di Salvini.
Di Rubba: "Pronto un esposto"
"Dalla lettura dell’articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera emergerebbe la presenza di documenti riservati, pare un vero e proprio dossier a mio nome, che poi sarebbe stato copiato e ulteriormente trafugato. Siamo probabilmente di fronte all’ennesimo capitolo dell’immenso scandalo di cui sono stato vittima e bersaglio fatto di fughe di notizie e dossier. Al momento, posso soltanto dire con forza che farò di tutto per accertare chi c’è dietro tutto questo. Ho già affrontato il tema con i miei legali, che depositeranno nei prossimi giorni un esposto per conoscere i contorni esatti della vicenda.
Nel frattempo, continuo a nutrire la speranza che sulla mia vicenda la verità sia inarrestabile e sono certo che emergerà tutta, restituendomi giustizia e dignità". Così in una nota Alberto Di Rubba, tesoriere della Lega.