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Legge elettorale, parte subito l'assalto delle opposizioni: "Si vada al voto"

Le opposizioni trovano unità nel chiedere le dimissioni del governo e il voto anticipato dopo che la maggioranza è andata sotto di un voto sulla legge elettorale

Legge elettorale, parte subito l'assalto delle opposizioni: "Si vada al voto"
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La maggioranza è andata sotto di un voto nel voto all’emendamento sulle preferenze e ora le opposizioni provano ad approfittarne, costruendo la narrazione del governo in difficoltà. “È un voto contro l'arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere, era pronta a schiacciare quello delle altre donne”, ha dichiarato Elly Schlein, “diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo paese in grado di risolvere i problemi dei milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni, mentre vi occupavate solo dei nostri patti di potere che oggi, sotto gli occhi del governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa”.

Nicola Fratoianni, Leader Si, le ha fatto eco: “Il messaggio che arriva dal voto sulle Preferenze è 'andate a casa!'. Questa è la debacle della maggioranza”. Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo ha aggiunto: “Le preferenze finte: con il capolista bloccato, il listone bloccato, senza l'alternanza di genere: una truffa frutto dell'arroganza e della paura. Meloni ha sfidato le opposizioni: 'E' ora di metterci la faccia' ha scritto sui social. Ma oggi la faccia l'ha persa lei, sfiduciata dalla sua stessa maggioranza. Ora dimissioni”.

Anche Vittoria Baldino del M5s ha voluto dire la sua: “Il governo deve assolutamente trarre le conseguenze, deve metterci la faccia: come ha detto Meloni, adesso ci metta la faccia, visto che l'ha dichiarato poco fa con un post, vada al Quirinale, rimetta il suo mandato nelle mani del Presidente Mattarella e libera il Paese perché hanno dato sfoggio di un'arroganza istituzionale senza precedenti e così sono stati ripagati".

Matteo Renzi attacca dai social: “Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo”.

Edoardo Ziello, deputato di Futuro Nazionale, aggiunge: “Il margine di un voto ha fatto affossare la legge elettorale. Questo margine è stato causato dai deputati di maggioranza che evidentemente nell'ombra hanno rotto il patto che avevano formalmente siglato ed evidentemente hanno dimostrato di essere loro stessi funzionali alla sinistra, in particolare Lega e Forza Italia”.

Non si tira indietro nemmeno Maria Elena Boschi di Italia Viva: “Noi siamo a favore delle preferenze ma dobbiamo prendere atto che questo parlamento ha votato contro il governo che invece di rimettersi al Parlamento, si è espresso a favore dell'emendamento Bignami. Dobbiamo dichiarare chiusa questa legislatura e andare al voto subito, secondo le regole della democrazia la presidente Meloni deve andare al Quirinale”.

Riccardo Magi, segretario di +Europa, intervenendo nell'aula della Camera ha dichiarato: “Il governo non ha avuto la cautela di rimettersi all'Aula su questo emendamento, la ministra Casellati ha aderito al parere favorevole dei relatori e quindi significa che è un voto di sfiducia pieno nei confronti del governo Meloni che dovrebbe trarne le conseguenze

immediatamente. Non avete più i numeri, dovete prenderne atto. Presidente Meloni vada al Colle”. Subito dopo, sia Magi che gli altri leader sono usciti per partecipare al sit-in per la democrazia davanti a Montecitorio sulla legge elettorale.

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