L'entourage di Pisapia non gradito negli Usa

Dopo aver negato il visto a Paolo Limonta, l'America non fa partire nemmeno il figlio e i nipoti del braccio destro di Pisapia

Paolo Limonta,braccio destro del sindaco Giuliano Pisapia
Paolo Limonta,braccio destro del sindaco Giuliano Pisapia

Stati Uniti off limits per i famigliari del braccio destro del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Non c'è solo Paolo Limonta a non essere riuscito a ottenere il visto per volare in America. La stessa restrizione è toccata al figlio Rahul e ai nipoti di Limonta.

"Mio figlio e i miei nipoti stanno organizzando un viaggio negli Usa e vogliono che vada con loro. Ma l'autorizzazione del viaggio senza visto non è stata approvata", aveva spiegato il collaboratore di Pisapia che sulla carta è il responsabile dell’Ufficio relazioni con la città, ma che nella realtà è il link tra Palazzo Marino e i centri sociali milanesi. Una volta "estromesso" dagli States, il leoncavallino amico del sindaco arancione ha pubblicato una fotografia di un gruppo di marziani che sostengono il cartello "Yankee go home". D'altra parte baste dare una rapida occhiata al curriculum del maestro elementare che è costellato da episodi di protesta anti americana al fianco degli antagonisti che popolano la galassia dei centri sociali. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, Limonta ha racconta su Facebook che le ultime due mail che cambiavano la dicitura da "ingresso autorizzato" a "ingresso non autorizzato" sono arrivate dagli Stati Uniti anche ai nipoti Giulia e Matteo. "Il loro aereo è partito stamattina e loro sono rimasti qua, con le loro inutili valige pronte e gli occhi ancora increduli per quello che avevano letto su quella mail - ha spiegato Limonta - mi sono immaginato unqualsiasi mister Smith che, a Washington, digitava con aria soddisfatta 'invio' sulla sua tastiera e faceva partire quella mail stupida, cattiva, incredibile, incomprensibile, inaccettabile". Il braccio destro di Pisapia ha quindi raccontato che, negli anni scorsi, i nipoti sono tranquillamente andati in America. "Nella scala delle ingiustizie globali, questa è sicuramente una delle più piccole - ha concluso - ma credo sia giusto denunciarla con forzaper la sua assoluta gratuità e meschinità".

"Quanto accaduto non è semplicemente un »no« a Limonta, ma unmessaggio negativo che riguarda il sindaco e un bruttissimo segnale per Milano - ha commentato il vicepresidente del Consiglio comunale Riccardo De Corato - un segnale tangibile di disapprovazione e di disistima". I rapporti tra gli Stati Uniti e il capoluogo lombardo sono stati compromessi dall’antiamericanismo dichiarato del braccio destro del sindaco. Rapporti strategici che finora erano stati ottimi e che adesso hanno subito un duro contraccolpo. "A farne le spese sarà Milano - ha concluso l'esponente di Fratelli d’Italia - attendiamo di sapere dal sindaco cosa intendafare per risolvere un pasticcio che sembra di giorno in giorno più intricatoe deleterio per Milano".

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