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A lezione di elezioni

Laddove si cercava la spallata al governo è arrivata, come a Venezia, la sorpresa, che sorpresa non è

A lezione di elezioni
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Speriamo sia la volta buona. La volta in cui la sinistra - abituata a fare e disfare governi senza vincere le elezioni - capirà dopo quasi vent'anni due cose. La prima: i cittadini sono intelligenti e rispondono alle domande che vengono loro poste. La domanda era: chi volete come sindaco? E la risposta è stata data. Laddove si cercava la spallata al governo è arrivata, come a Venezia, la sorpresa, che sorpresa non è. Un giovane con un impegno di 11 anni da assessore di Luigi Brugnaro, vince contro ogni pronostico, dimostrando che il centrodestra è solidamente in campo quando fa proposte chiare e sceglie i candidati preparati. E dimostra anche che l'ex sindaco di Venezia ha fatto un buon lavoro, rompendo schemi secolari sopra i quali la sinistra evidentemente campava da tempo. Non è bastato nemmeno il voto degli islamisti (quello sì, chiaroscuro, caro M5S) per fare la prova generale di quello che ci aspetta alle politiche. E cioè una sinistra radicale e ormai radicalizzata, imbevuta di politicamente corretto, che non vede il rischio islamista in Italia, anche se arrestano un terrorista al giorno.

E qui viene la seconda lezione: Meloni è «Serenissima», venetizzando il detto di Renzi, non solo per il risultato di ieri, ma soprattutto perché lei governa dopo avere vinto le elezioni e sa che le prossime saranno fra più di un anno. Gli italiani decideranno quel giorno, tutto il resto è politichese.

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