L'importanza di non perdere mai il proprio Style

diMolti pensano che i giornali ogni tanto cambino veste grafica per vezzo, per capriccio del direttore. Ma non è così. I mutamenti, in ogni campo, sono esigenze dello spirito. La caratteristica che maggiormente connota l'umanità è la capacità di adattarsi ai tempi e alle necessità del vivere. La teoria evoluzionistica in fondo ne è la prova. Ma non voglio fare discorsi complicati che potrebbero sfuggirmi di mano. In fondo l'editoria - e questo lo sanno tutti - è uno specchio che riflette la realtà. E se la realtà si trasforma, si trasformano automaticamente anche i mezzi di informazione. Style esce da qualche anno e, per fortuna nostra, ha incontrato il favore del pubblico: segno che la sua formula è azzeccata e soddisfa le aspettative di chi lo compra. Bene, siamo contenti. Ma proprio perché desideriamo rimanere al passo coi lettori, i quali camminano in fretta per non perdere contatto col mondo, sentiamo il bisogno di seguirli. Ecco il motivo che ci ha indotto a revisionare in chiave più moderna il mensile che vi accingete a leggere. Gli anni trascorrono, i gusti si aggiornano e noi non vogliamo rimanere indietro. Tutto qua. Sappiamo per esperienza che, al primo momento, sfogliando Style e trovandolo diverso dal solito, non sarete felici. Ovvio, siamo tutti abitudinari e ogni stravolgimento, anche quello di un periodico, può spiazzare e risultare fastidioso. Ma è questione di minuti. Basta non scoraggiarsi subito e si finisce per apprezzare lo sforzo della redazione di rendere più gradevole il suo lavoro. Almeno ce lo auguriamo. Nella mia lunga esperienza di facitore di giornali ho «ristrutturato» una decina tra quotidiani e settimanali. Ho sempre agito nella convinzione che fosse giunto il momento di abbandonare il passato un attimo prima che il futuro rendesse inattuali i prodotti la cui realizzazione mi era stata affidata.
Ogni volta che ho varato un progetto sono stato colto da tremori e sudori freddi: e se fosse un fallimento? Il dubbio è sempre stato un fedele compagno e mi ha consigliato prudenza. Ma prudenza non significa rinuncia alla sperimentazione; per cui sono andato avanti guardando con un occhio al domani e con l'altro alle buone cose fatte ieri. Riformare una rivista alla luce delle variazioni dei costumi è indispensabile per non essere tagliati fuori dalla contemporaneità, ma attenzione: guai a farsi prendere dalla fregola del cambiamento a ogni costo; conviene badare a non tradire l'anima che ha ispirato il fondatore della pubblicazione. La paura di sbagliare deve essere temperata dalla consapevolezza che un'opera editoriale è come una casa ideata da un architetto: va restaurata, ritoccata, perfezionata, mai ripudiata in nome di un modernismo sfrenato e privo di senso. La moda di quest'anno si crea osservando quella dell'anno scorso. Non ignorandola. Chi ignora il passato non capisce il presente. Queste le parole, ora valutate i fatti e ditemi se ho ragione o torto.

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