L'ultima del Fisco? "Equitalia pignora pensioni e stipendi"

L'Associazione Codici denuncia: "Equitalia pignora somme giacenti anche a titolo di pensione o di stipendio". Interrogazione parlamentare del Pd

L'ultima del Fisco? "Equitalia pignora  pensioni e stipendi"

Occhio ai conti correnti. Perché Equitalia potrebbe pignorare somme giacenti anche a titolo di pensione o di stipendio. E' già successo. A Catanzaro alcuni cittadini hanno visto improvvisamente i loro depositi congelati.

A tal proposito, circa un mese fa, l'associazione Codici ha denunciato l'accaduto e ha aperto uno sportello per tutelare i diritti delle persone che si sono viste recapitare i provvedimenti parlando di applicazione di norme "di dubbia costituzionalità".

Secondo alcune segnalazioni, proprio nel capoluogo di regione, si sarebbero registrati casi anomali con cittadini che si sono ritrovati con pignoramenti in atto anche senza un apparente motivo.

Equitalia, informata dai malcapitati del fatto che "sui loro conti correnti confluivano soltanto le pensioni e che le somme non potevano essere pignorate, non aveva comunque disposto lo svincolo delle somme malgrado la reiterata richiesta degli interessati".

All'epoca, la risposta di Equitalia Sud non si fece attendere. “Tutta l’attività di agente della riscossione è svolta nel pieno rispetto nelle norme approvate dal Parlamento", si affermava in una nota diffusa dall’Ufficio relazioni esterne della società in risposto all'associazione Codici, aggiungendo che "i pignoramenti sono eseguiti sui conti correnti dei contribuenti morosi che hanno un debito ingente; sono stati oggetto di altre procedure esecutive o cautelari e, quindi, sono già a conoscenza della loro posizione debitoria; hanno chiesto e ottenuto la rateazione del debito, ma non hanno onorato il pagamento delle rate. Equitalia Sud ricorda, inoltre, che, per debiti di minore entità sugli stipendi e sulle pensioni, può essere effettuata la trattenuta di 1/10 fino a 2.500 euro, 1/7 per debiti fino a 5.000 e 1/5 per importi superiori".

Adesso, il tema è tornato di attualità. Ed è stato oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dal deputato pugliese del Pd, Dario Ginefra.

Dal governo vorrei sapere se è vero, come risulta a me, che Equitalia (approfittando di una legge che aveva tutt’altro intento) stia avviando procedure esecutive su quote impignorabili di pensioni e stipendi e cosa voglia fare l’esecutivo per impedirlo”, ha spiegato al Fatto il parlamentare.

La questione è delicata e al tempo stesso complicata. L'accusa è che Equitalia, con la complicità di banche e uffici postali, impedisca ai cittadini che hanno come unico introito una pensione media di accedere ai propri soldi almeno fin quando non sia stata definita la loro posizione col fisco.  

Secondo quanto recita l’articolo 545 del codice di procedura civile, stipendi e pensioni non sono soggetti a sequestro e pignoramento, se non per il massimo di un quinto del totale.

Ma ora qualcosa è cambiato. Con il nuovo decreto fiscale del governo Monti adesso vige il divieto di percepire in contanti emolumenti e pensioni sopra i mille euro lordi. Il che ha costretto moltissimi pensionati ad aprire un conto corrente o postale. E qui arriva l'inghippo. Perché i gestori dei conti correnti (siano di banche o di Poste) non sono tenuti a tutelare la fonti che li alimentano.

A ciò si aggiunge che, con l’ampliamento dei poteri discrezionali di sequestro per gli enti riscossori, le richieste di pignoramento di Equitalia non arrivano più alla fonte (stipendio o pensioni), ma sul conto, che è

più facilmente attaccabile. Risultato: il correntista trova i suoi soldi congelati. Tutto ciò comporta la nascita di un circolo vizioso per cui il pensionato si indebita con altri istituti peggiorando la propria posizione.

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