M5S vicino alla scissione? In 30-40 pronti a lasciare il gruppo

Pepe ammette: "Non dureremo un'altra legislatura". L'espulsione della Gambaro rischia di accelerare la scissione. La senatrice: "Pretendo pubbliche scuse da Grillo"

M5S vicino alla scissione? In 30-40 pronti a lasciare il gruppo

Dopo l'espulsione dal M5S della senatrice Adele Gambaro, rea di aver contestato la strategia comunicativa di Beppe Grillo, c'è aria di rivolta tra i Cinque Stelle.

Tra i tanti che difendono il leader del MoVimento, infatti, sono sempre più le voci fuori dal coro. "Siamo troppo Grillo-dipendenti", ammette il senatore Bartolomeo Pepe, sostenendo che Grillo "anche fisiologicamente non può reggere" un’altra legislatura: "Ha quasi 65 anni. Lei ce lo vede a 70 nelle piazze che si incazza ancora? Dureremo una legislatura. Siamo destinati ad autodistruggerci", commenta in un'intervista al Messaggero.

Vito Crimi ci prova a smorzare i toni, a spegnere i riflettori su Grillo e a puntarli sul gruppo: "Non si tratta di Grillo che espelle, siamo noi parlamentari che abbiamo qualche difficoltà a comprendere cosa pensa la senatrice Adele Gambaro", dice, "L’adesione ad un gruppo è una scelta libera; se stai in un gruppo come M5S, resti se continui a condividerne le idee e le proposte. Nel momento in cui hai qualche dubbio, se non ti senti rappresentato o rappresentativo di un gruppo, lo lasci come hanno fatto altri. L’unica cosa che mi sento di dire è che se oggi l’unica speranza di attuare una rivoluzione culturale, democratica e non violenta è il MoVimento 5 Stelle, il merito è di Beppe Grillo".

Per evitare le polemiche, insoma, la strategia è quella di spingere la Gambaro verso l'uscita dal gruppo. Passo indietro che la senatrice non ha nessuna intenzione di fare: "Assolutamente non passo al gruppo misto", dichiara, "Sono ancora nel Movimento 5 stelle e ci rimango finché non dovessero decidere di espellermi". Anzi, dopo l'attacco sul blog ora pretende "pubbliche scuse da Grillo": "Non ho detto nulla di male e c’è stata questa reazione spropositata. Il problema è lui non sono io", ribadisce, "Non me ne voglio andare perché i rapporti al gruppo al Senato sono buoni. Grillo deve stare attento, non è più un uomo qualunque, rappresenta milioni di italiani. Io non ho offeso nessuno e sono stata offesa: pretenderò scuse pubbliche da Grillo. Sono una signora, ho una certa età e lui mi deve rispetto".

Di certo il M5S, tra critiche e dissidenza, ha perso la sua compattezza. La linea dettata dall'alto da Grillo - e condivisa solo in parte da alcuni - inizia a star stretta a diversi parlamentari. Qualcuno prova già a fare i conti: si parla addirittura di trenta-quaranta tra senatori e deputati pronti a contestare il padre-padrone che da Genova dice ai suoi cosa fare, per chi o cosa votare, persino chi criticare, con metodi sempre meno trasparenti.

Entro la settimana prossima il leader dovrebbe incontrare i suoi: riuscirà a richiamarli all'ordine o si arriverà a una frattura non più ricucibile? Qualcuno dei "già espulsi", tra l'altro si sta già organizzando.

Valentino Tavolazzi, fondatore della lista Progetto per Ferrara, si sarebbe già accordato con il Partito pirata italiano per correre insieme alle amministrative del 2014, creando una sorta di MoVimento 5 Stelle senza Grillo e Casaleggio.

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