Marianna Madia lascia il Partito democratico e si prepara a passare da indipendente nel gruppo di Italia Viva. L’addio dell’ex ministra è stato formalizzato con una lettera indirizzata alla capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, e pubblicata da Repubblica.
La carriera politica di Marianna Madia
Deputata dal 2008, 45 anni, Madia è stata ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione tra il 2014 e il 2018 nei governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Nel 2018 ha ricoperto anche il ruolo di portavoce del Pd, mentre alle primarie del 2023 aveva sostenuto Stefano Bonaccini nella sfida poi vinta da Elly Schlein.
La lettera a Chiara Braga
Nel testo inviato alla capogruppo del Pd Chara Braga, la deputata spiega le ragioni della sua decisione, maturata dopo una riflessione sul ruolo dell’opposizione e sulla prospettiva politica del centrosinistra. “È ormai da qualche tempo che rifletto su quale sia, in un quadro politico in continua evoluzione, il modo migliore per interpretare il ruolo di deputato di opposizione che gli elettori ci hanno affidato e soprattutto per contribuire alla costruzione di un progetto di alternativa vincente e convincente al centrodestra”, scrive Madia.
Il progetto riformista e il passaggio
Nel passaggio centrale della lettera, l’ex ministra ribadisce la necessità di rafforzare l’area progressista: “convinta che il centrosinistra debba rafforzarsi sia come articolazione della sua proposta elettorale, sia come novità, originalità e credibilità del suo programma di governo. È questo il lavoro che ho cercato di svolgere all’interno del Partito democratico e del nostro gruppo parlamentare nell’arco di questa legislatura”.
Da qui la scelta di cambiare collocazione politica: “Sono giunta alla conclusione che, nell’ambito dello sforzo che ci accomuna per rendere competitiva la coalizione progressista, io possa adesso rendermi più utile svolgendo questo stesso lavoro in un’altra collocazione. Condividiamo tutti l’idea che il centrosinistra sarà più forte quando avrà ampliato la propria presenza nell’area politica, sociale e culturale che usiamo definire riformista: questo è esattamente l’obiettivo al quale vorrei contribuire nel modo più efficace possibile”.
“Non una rottura ma continuità nell'impegno e nelle idee”
Marianna Madia chiarisce infine il senso politico del passaggio: “Ho, quindi, maturato l’intenzione di spostarmi dal gruppo parlamentare del Pd, in una logica non di rottura ma di continuità dell’impegno e delle idee che ho sempre coltivato. Si tratta di una decisione della quale sono convinta.
Spero che questa scelta, per me difficile e sofferta, sarà compresa: abbiamo di fronte una sfida cruciale per i destini del Paese e la affronteremo insieme, ognuna e ognuno di noi battendoci da postazioni diverse ma con un unico appassionante obiettivo condiviso”.