
Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo la prefazione al libro «Cartolarizzazioni: manuale teorico-pratico per il giurista» di Gianluca Bozzelli, esperto di antiriciclaggio che spiega come può il legislatore può intervenire per contrastare l’abuso delle cartolarizzazioni
La ricchezza italiana, fatta prevalentemente di case, sta passando di mano e fa gola ai grandi investitori stranieri, disposti a tutto pur di accaparrarsi i nostri beni, anche grazie ad alchimie contabili teoricamente legali chiamate Spv, acronimo di Special purpose vehicle, ovvero società veicolo per la cartolarizzazione del credito. (...) Sempre più case finiscono all’asta, sempre meno case vengono messe in vendita. Eccolo, il frutto amaro del rialzo dei tassi d’interesse voluto dalla Bce contro l’inflazione, appena mitigato con il mini taglio dei primi di giugno. Milioni di famiglie non riescono più a pagare le rate, chi ha un tasso variabile e guadagna meno di 1.900 euro mensili è in sofferenza. E così le banche possono rivalersi sugli immobili, persino la prima casa, mettendoli all’asta al miglior offerente a un prezzo che, nella migliore delle ipotesi, è pari al 30-40% del valore reale. In questo mare di debiti nuotano come squali queste Spv, intermediari specializzati nell’acquisto di crediti deteriorati da banche o altri soggetti ai quali viene affidata la riscossione dei finanziamenti. È così che, a causa di debiti maturati per la crisi economica, interi patrimoni sono stati alienati a valori ridicoli per far fronte a un debito che arriva a tassi di interesse sopra i limiti dell’usura. Un disegno criminale contro cui la magistratura appare disarmata e strumentale, la politica quantomeno distrattamente complice. E se anche dietro questi soggetti ci fossero le mani della criminalità organizzata, sempre più concentrata a inquinare l’economia legale? Molte inchieste hanno dimostrato la penetrazione delle mafie nel mercato italiano dei non performing loans, che oggi vale 300 miliardi, attraverso trust o entità senza scopo di lucro di diritto olandese o anglosassone, nascosti da opachi meccanismi di securitization dei crediti (protetti ahinoi dalla normativa europea) in Paesi come Regno Unito, Olanda, Lussemburgo Cipro, Austria, Malta e Irlanda.
(...) Nessuno sa chi siano i titolari effettivi delle Spv che si stanno spolpando il nostro patrimonio. La riforma che prevedeva l’iscrizione del titolare effettivo delle società fiduciarie nel Registro delle Imprese è ancora sub iudice dopo che Tar e Consiglio di Stato ne hanno sospeso l’entrata in vigore. Di conseguenza, anche la possibile violazione della disciplina antiriciclaggio nelle operazioni di cartolarizzazione da parte di questi soggetti non è stata sufficientemente chiarita dalla recente giurisprudenza di Cassazione, come osserva l’autore, ma è più che mai necessario limitare il potere espropriativo di questi soggetti e scongiurarne il pedigree criminale prima che partecipino alle aste giudiziarie. Non può certo bastare una semplice autodichiarazione per affermare di aver assolto i propri obblighi circa la provenienza del denaro e la verifica della destinazione dello stesso denaro, come prevede la nostra normativa antiriciclaggio, tra le più efficaci al mondo.
L’accertamento e l’adeguata verifica delle parti coinvolte nella procedura immobiliare, non più discrezionale ma oggettivo, da parete dei professionisti o del giudice non può essere bypassato in nome dell’esigenza – seppur legittima – di celerità del processo. Perché siamo di fronte a una spregiudicata aggressione al nostro patrimonio immobiliare «in nome della legge».- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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