Ad Angri, comune della provincia di Salerno situato nella piana dell’agro nocerino sarnese, famosa per la coltivazione e lavorazione del pomodoro San Marzano, tra i prossimi candidati al Consiglio comunale c’è anche Matteo Dimitri Verdoliva. La sua candidatura ha fatto notizia in quanto il giovane, appena diciottenne, ha un vastissimo seguito di follower, in particolare su TikTok, dove ha un profilo con 268 mila follower e i suoi video hanno incassato oltre 8 milioni di like. Ma, la candidatura di Verdoliva, tra i primi tiktoker italiani a utilizzare l’ascensore delle views per provare a scalare le istituzioni, è interessante per un altro aspetto che riguarda l’uso di nomignoli e soprannomi che i candidati sfoggiano per farsi riconoscere e votare. Così al nome e cognome si accompagna spesso il famigerato detto, participio passato del verbo dire usato come aggettivo.
In verità, Matteo Dimitri Verdoliva ha fatto anche di meglio, scegliendo come detto, Matty il Biondo. In tal modo, l’elettore che dovesse scrivere sulla scheda il suo il suo handle, l'identificativo univoco per ricerche e tag, non renderà nulla la sua preferenza. L’immersione nella galassia dei detto più originali scelti dai candidati in alcuni dei comuni interessati dal voto del 24 e 25 maggio rappresenta solo la punta di un iceberg antropologico che prima o poi andrebbe seriamente studiato. Una sociologia elettorale che merita un manuale a parte. Prima di lasciare Angri e Matty il biondo, c’è da segnalare anche Michele D’Antonio detto Avvocato o Eufrate John Fitzgerald detto Johnny. Ad Avellino, città capoluogo dell’Irpinia, invece gareggiano tra i 480 candidati al Consiglio comunale anche Francesco Iandolo detto Bubba e Rauzzino Antonio Gerardo detto Rau. La radiografia dei detto fa tappa verso Sud, per la precisione a Reggio Calabria, dove troviamo un utilizzo variegato ed estensivo dei nomignoli: Francesco Calabrese Cartisano detto Calabrese detto Cartisano, Lucia Anita Nucera in Maisano, detta Anna, detta Nucara, detta Nocera. Poi ci sono Giovanni Sanfilippo detto San Filippo detto S. Filippo, oppure Sorgonà Alessandro detto Sascha, detto Sasca. Ma, la medaglia d’oro tra i candidati reggini è da attribuire a Paolo De Stefano, detto Paolone, detto Gas. Decisamente più normale le scelte dei candidati consiglieri alle amministrative di Andria, in Puglia, dove per votare Francesca Magliano è possibile anche scrivere sulla scheda Vitti o Paky per dare la propria preferenza a Pasquale Simone.
Tornando alla Campania, dove questo viaggio straordinario è cominciato, ci fermiamo non a Eboli, ma a Casalnuovo di Napoli che rappresenta in assoluto la vera eccezione: qui troviamo la lista Coccinella, che ha un record difficilmente battibile, di avere tra i propri candidati ben dieci con la prolunga nominativa del detto.
L’unicità di Casalnuovo di Napoli però non finisce qui, infatti spulciando tra i nomi degli aspiranti consiglieri comunali spiccano tre lavoratori dei CAF, i centri di assistenza fiscale, candidati in tre diverse liste: Pelliccia Maria detta Caf, De Salvin Elena detta Elena del Caf e Imperato Pasquale detto Pasquale del Caf.