"Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse. Domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri e vorremmo licenziare due programmi ciascuno di 75 milioni, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo in consiglio comunale a Niscemi a quattro mesi dalla frana che ha devastato la zona.
"Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997 quando gli interventi non vennero programmati e ancora oggi addirittura stiamo pagando gli indennizzi", ha detto la premier, che prima di lasciare il comune nisseno ha incontrato nel consiglio comunale una delegazione di sfollati. "Le cose possono cambiare, non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato, non c'è niente che dobbiamo dare per scontato", ha detto ancora parlando in municipio a Niscemi a proposito dei tempi con cui saranno erogati i primi indennizzi dopo la frana. "Io sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio sono tornata il 26 febbraio avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuta la vergogna insostenibile di risarcimenti arrivati dopo decenni" come dopo la frana del 1997. "Capisco - ha aggiunto la premier - un certo scetticismo nei confronti dello Stato centrale, mi piacerebbe raccontare una storia diversa. Mi pare che ci stiamo provando, stiamo cadenzando le risposte" e "il nostro lavoro non finisce qui".
"Il decreto legge che il Consiglio dei ministri ha approvato il 27 febbraio dopo un analogo confronto che noi avemmo in questa sala e che poi è stato convertito in legge dal Parlamento a fine aprile ha previsto, oltre alle disposizioni generali che riguardavano tutti i territori che erano stato colpiti da Ciclone Harry, anche delle disposizioni molto specifiche per affrontare la questione della frana di Niscemi - ha spiegato Meloni - In particolare il decreto su questo fronte stanziava 150 milioni di euro per raggiungere tre obiettivi fondamentali: finanziare i programmi di demolizione di edifici pericolosi e che rientrano nell'area della frana, avviare un programma vasto di prevenzione strutturale, riduzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio di Niscemi,
erogare i contributi ai cittadini proprietari che sono proprietari di immobili crollati o da demolire per acquistare terreni dove costruire case nuove oppure per comprare case già disponibili a Niscemi o nei comuni limitrofi".