"Le mie ricette salveranno l’Italia ma la sinistra vuole affossarmi"

Berlusconi deciso a lottare fino all’ultimo per imporre le misure economiche all’esecutivo: sarà braccio di ferro con il Pd. Mercoledì convocata la direzione Pdl

"Le mie ricette salveranno l’Italia ma la sinistra vuole affossarmi"

L’ultima battaglia di Berlusconi si chiama Italia. Il Cavaliere, ieri ospite d’onore al matrimonio del figlio di Ignazio La Russa, Geronimo, sposo a Castiglione Olona in provincia di Varese, detta la linea al Pdl. Un partito unito, compatto, riunito attorno al leader. Chi lo ha sentito nelle ultime ore dà la seguente lettura: «È iniziato il braccio di ferro con il Pd. Le prossime settimane saranno decisive ». Già, i tempi. Non c’è una scadenza o una data oltre la quale non si va ma qualcuno già fa ipotesi: «Se il governo non dà segnali in tempi brevi, brevissimi, s’impicca ».La strategia è quella del­l’ultimatum: o il governo riesce a fare le cose che servono al Paese o tanto vale dire «stop».

 Il disegno di Berlusconi, tuttavia, non vuole essere una ripicca alla sentenza avversa della Corte costituzionale. Certo, l’umore non è dei migliori e a questo punto, sul fronte giudiziario, non gli resta che sperare nel principe del foro, Franco Coppi. Il quale, preparandosi per la sfida finale in corte di Cassazione, giura che ci sono «serie e numerose violazioni di norme processuali» da un lato; e nessuna «dimostrazione convincente della partecipazione materiale ai fatti che sono stati ritenuti reati» sul caso Mediaset. Senza contare che negli episodi «ricostruiti dai giudici non ricorrono i profili dei reati descritti». Insomma, la battaglia giudiziaria è arrivata al redde rationem. Ma al di là dell’esito, l’atteggiamento dell’ex premier è da statista. Non nel senso che Berlusconi è intenzionato a far vivere il governo «senza se e senza ma»; ma nel senso che, a prescindere dalle sue vicende processuali, farà di tutto affinché palazzo Chigi prenda i provvedimenti necessari per salvare il Paese. E l’Italia si salva solamente con misure che facciano ripartire l’economia. Quindi «no» assoluto a politiche recessive. I punti da strappare sono noti: abrogazione e non soltanto sospensione dell’Imu sulla prima casa; niente aumento dell’Iva; lotta dura contro le politiche di austerità dettate dalla Germania in Europa; detassazione per le nuove assunzioni. Non ci sono i sol­di?

Il Cavaliere non vuol sentir parlare di alibi legati alla mancanza delle risorse. Le risorse ci sono: basta mettersi di buzzo buono e tagliare, tagliare, tagliare. Ci sono spese inutili, sprechi e scialacquamenti vari che, amputati, possono creare un tesoretto capace di coprire tutte le altre misure necessarie per evitare il collasso italiano. Così, mentre sembra partito il conto alla rovescia per l’omicidio politico del Cavaliere per via giudiziaria, Berlusconi pare ragionare in questi termini: «Mi state uccidendo nelle aule di giustizia? Ci state provando da vent’anni. Io lotto e lotterò fino all’ultimo. Ma lo farò soprattutto perché il Paese che amo non affondi per negligenza di fronte alla crisi. Le nostre idee salveranno il Paese anche se la sinistra vuole affossarmi per via giudiziaria ». Nessuna rappresaglia per un’eventuale condanna in via definitiva ma un ultimatum sulle misure economiche.

 C’è un altro dato prettamente politico che fa piacere a Berlusconi: questa volta il partito è compatto attorno alla linea dura. Nessuna colomba si alza in volo. Alfano, dipinto come il « pacificatore », ha appena dissotterrato l’ascia di guerra; Quagliariello, moderato tra i moderati, è allineato all’aut aut; Cicchitto, da sempre suggeritore della rotta della responsabilità, s’è uniformato al vento del «basta sconti all’esecutivo».Insomma, un esercito che sembra radunarsi sotto le bandiere alzate in campagne elettorale.

 Ecco perché nessuno prevede che alla riunione del gruppo, che si terrà martedì alla Camera dei deputati, ci saranno discussioni tese o addirittura scontri. Né tantomeno alla direzione nazionale del Pdl, convocata dal Cavaliere per mercoledì. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2012 del partito, un adempimento che per legge tutte le forze politiche devono presentare alle Camere entro fine mese.

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