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Migranti, ancora una sentenza pro-Ong. La Lega attacca: "Sea-Watch? Citofonare Lamorgese"

Il tribunale di Genova annulla le sanzioni alla nave norvegese Geo Barents e si accende lo scontro sul risarcimento dello Stato alla nave di Carola Rackete

Migranti, ancora una sentenza pro-Ong. La Lega attacca: "Sea-Watch? Citofonare Lamorgese"
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Continuano le sentenze in favore delle Ong dei migranti e dopo la sospensione del fermo della nave tedesca Sea-Watch 5 deciso dal tribunale di Agrigento sono arrivati gli annullamenti decisi dal tribunale di Genova per la nave Geo Barents, che batte bandiera norvegese. Le sanzioni risalivano al 23 settembre 2024, subito dopo la fine dello sbarco a Genova di 206 migranti, quando la nave aveva subito due diversi ordini di fermo. Il primo provvedimento di 60 giorni era stato emesso in base al Decreto Piantedosi e alle accuse di non avere rispettato le istruzioni della guardia costiera libica durante un'operazione di soccorso avvenuta il precedente 19 settembre. Il secondo provvedimento di fermo emesso il 23 settembre ha fatto seguito a un'ispezione molto approfondita della nave che aveva rilevato otto carenze tecniche.

Nella giornata di ieri, inoltre, dal tribunale di Palermo è stato deciso per il risarcimento della nave Sea-Watch 3, che nel 2019 ha forzato il blocco navale della Guardia di Finanza e speronato le motovedette militari per sbarcare a Lampedusa i migranti recuperati alcuni giorni prima. Lo Stato sarà costretto a versare 76mila euro euro alla Ong tedesca per il carburante e le spese di mantenimento durante il fermo, durato da settembre a dicembre. La Ong aveva fatto opposizione ma non era arrivata risposta da parte della prefettura e per il principio del silenzio-accoglimento si è arrivati al risarcimento. “L'opposizione era stata presentata dalla SW3 esattamente il 21 settembre 2019. All'epoca era in carica il governo Conte 2 e al Viminale sedeva il Ministro Luciana Lamorgese che aveva sostituito Matteo Salvini. Alla Lamorgese si deve telefonare perché a lei competeva risolvere il contenzioso che oggi ha portato il Ministero dell'Interno a dover rispondere alla richiesta di 76mila euro di danni avanzata dalla Ong SW3”, ha dichiarato la deputata della Lega Simonetta Matone.

Al di là del caso della Sea-Watch 3, queste decisioni si inseriscono in un solco giuridico che sembra ormai minare sistematicamente l'impalcatura dei decreti sicurezza e le procedure di fermo amministrativo adottate dalle autorità italiane. Non è la prima volta che i tribunali smontano i decreti Sicurezza e questo rafforza la sfida delle Ong allo Stato.

La successione di sentenze favorevoli alle Ong indica che la contestazione del mancato rispetto delle istruzioni delle guardie costiere straniere, come quella libica, fatica a tradursi in sanzioni definitive quando viene impugnata davanti alla magistratura ordinaria, nonostante la Libia sia regolarmente riconosciuta dal diritto internazionale come Paese con in carico la gestione di un’area Sar. Area dove operano le Ong.

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