Il buon senso non trova casa nei partiti della sinistra, come dimostra quanto sta accadendo in Regione Emilia-Romagna, dove sono bastate delle dichiarazioni del presidente Michele de Pescale per mandare in crisi la maggioranza di governo locale. “Se lo Stato chiedesse all’Emilia-Romagna una mano per migliorare la capacità di espellere soggetti socialmente pericolosi la mia risposta è ‘sono qui, lavoriamo insieme’. Aumentare la sicurezza delle nostre comunità deve essere un obiettivo di tutti”. Questo anche se venisse chiesto di aprire un Cpr: “Non vedo perché la Regione non dovrebbe sedersi a discuterne. Io lo farei. Tra l’altro non si capisce perché a Brindisi va bene e qui no. I Cpr però devono essere strumenti esclusivi per l’espulsione di persone pericolose socialmente. Oggi è così nei fatti per l’intelligenza dei questori, non perché la norma sia stringente”.
Ma queste parole hanno aperto il fronte nella maggioranza di Lepore, che è stato eletto con il Partito democratico. “Non condividiamo l'eventualità accennata dal presidente De Pascale di una possibile apertura di un Cpr nella nostra regione. Riteniamo un errore ogni forma di legittimazione a strutture che negano i diritti fondamentali e confinano persone in centri di detenzione amministrativa in condizioni inumane e degradanti”, si legge in una nota diramata da Avs Emilia-Romagna. Avs chiede "la chiusura dei Cpr in Italia, in Albania e ovunque essi siano, l'abbandono della logica securitaria, la costruzione di politiche migratorie basate su accoglienza, inclusione e tutela della dignità umana. Respingiamo qualsiasi tentativo di normalizzare questa forma di detenzione come risposta alla sicurezza urbana". Una rimostranza, per altro, anacronistica considerando il voto del parlamento europeo di oggi che, di fatto, legittima l’uso di strutture in Paesi terzi per agevolare le procedure.
La stessa posizione è stata assunta dal M5s, che anche a livello locale assume posizioni sempre più radicali. “Anche solo accettare questo terreno di confronto significa assumere come scontata l'equazione, sbagliata e pericolosa, tra sicurezza e presenza di stranieri irregolari. Tutti i dati e la realtà dei territori dimostrano invece che integrazione e inclusione producono coesione sociale e ricchezza, con un saldo positivo tra risorse impiegate e contributi restituiti alla collettività degli immigrati attraverso lavoro, tasse, competenze, cultura e vita sociale”, ha dichiarato il consigliere regionale Lorenzo Casadei. Ma da FdI sottolineano che, ancora una volta, la "maggioranza di Sinistra è allo sbando in Emilia-Romagna sul tema della sicurezza e De Pascale rimane isolato.
È evidente che la sinistra sulla sicurezza non sia credibile e questa spaccatura può fortificare e favorire le frange più facinorose. È grave che il Governatore non sappia farsi ascoltare nemmeno dai suoi e noi dia una linea comune su temi fondamentali”.