È stato un 25 Aprile di divisioni per la sinistra milanese, in piazza per manifestare, più che per ricordare la Liberazione d’Italia. Da una parte ci sono l’Anpi, il Pd e la sinistra istituzionale, che da sempre hanno messo la bandiera sul corteo e che per anni hanno costruito la narrazione di un corteo partigiano e antifascista per ricordare quanto accaduto nel 1945. Poi man mano hanno aperto le fila a rimostranze contemporanee, tra le quali quelle per la Palestina e per l’Ucraina, ma se da parte di questi ultimi non ci sono mai state rivendicazioni, i gruppi pro Pal hanno iniziato ad avanzare pretese, come quella di mettere in testa al corteo i palestinesi, pretendendo di contro l’esclusione della Brigata ebraica. Da questo scontro è nata la divisione di quest’anno, che vede il corteo spezzarsi e scontrarsi, con accuse da parte dell’ala antagonista nei confronti della sinistra istituzionale, come è già accaduto negli scorsi anni. Alla partenza, la testa del corteo è occupata dalla Cgil e dalle sigle sindacali, dietro le quali si sono posizionati i furgoni del Pd e solo dietro i camion degli spezzoni sociali e della Palestina.
Alle 14 il corteo si è spezzato in due, lasciando dietro il Partito democratico, i sindacati e la sinistra sociale, oltre che una parte dei Pro Pal. Davanti, la Brigata ebraica, una parte del Pd, Forza Italia e alcune sigle della sinistra, che sono stati violentemente attaccati da un gruppo oltranzista di Pro Pal. Sono piovuti insulti irricevibili verso la Brigata Ebraica, che è stata poi costretta a lasciare il corteo scortata dalla Polizia di Stato. “Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perchè difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro”, ha dichiarato Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo. “Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così”, ha aggiunto. Un signore, ha spiegato, “passando ci ha detto ‘siete solo saponette mancate’”.
La Federazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo (Fiep) “esprime profonda preoccupazione per quanto accaduto oggi a Milano, durante il corteo del 25 aprile, che ha visto i gruppi ebraici – tra i quali Hashomer Hatzair, Brigata Ebraica e Sinistra per Israele – allontanati dopo essere stati oggetto di insulti, fischi e tentativi di aggressione”. Da italiano, ha dichiarato il presidente della Fiep Carlo Riva, e da “figlio di partigiano ed ebreo, è stata un’esperienza traumatica. Il corteo del 25 aprile, simbolo della Liberazione dal nazifascismo, è stato stravolto e ha calpestato i valori della Resistenza”. Tanti i messaggi di solidarietà verso la Brigata ebraica arrivati dal centrodestra e dalla sinistra, a rimarcare come, ormai, il corteo del 25 Aprile sia stato barbaramente colonizzato da realtà aliene, che nulla hanno a che spartire con lo spirito della ricorrenza. “Dopo un lungo blocco del corteo, la Brigata Ebraica e i numerosi monarchici e imperialisti dentro lo spezzone, e il blocco poliziesco a sua difesa hanno deciso di allontanarsi. Il merito va alla determinata contestazione di realtà sociali e organizzazioni palestinesi”, si legge in un comunicato social di realtà nell’orbita dell’antagonismo militante. Vergognosi i commenti a questo post, tra cui: “È stata grave la provocazione della Brigata Ebraica”, “Identificateli”, “Sfilano pure con le bandiere dell’Iran sti schifosi”, “Fuori i sionisti”, “Bastardi sionisti”, “Ebrei di merda”, “Bella faccia di merda questi ebrei”. E questi sono solo alcuni dei commenti che si trovano sui social. Anche il gruppo di Forza Italia ha avuto problemi: è stata bloccata la loro partecipazione nello spezzone.
Nel frattempo, nel secondo spezzone della manifestazione, sventolavano le bandiere di Hezbollah e Hamas, insieme a quelle titine, della lotta comunista, della Palestina, in onore dei “martiri” palestinesi, mentre individui poco raccomandabili completamente travisati e con bottiglie vuote nelle tasche dei jeans si aggiravano per il corteo. Presenti anche soggetti con t-shirt recanti il logo di Hezbollah stampato sul petto.
Presente anche un cartello con stampato “Meloni sei tu la terrorista” e un cartonato del presidente Donald Trump con la camicia di forza. Presenti anche i cartonati che inneggiano a Mohammad Hannoun e agli altri arrestati e in carcere con l’ipotesi di reato di terrorismo.FIEP: “Ebrei espulsi dal corteo del 25 aprile a Milano. Traditi i valori della Resistenza”
La Federazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo (FIEP) esprime profonda preoccupazione per quanto accaduto oggi a Milano, durante il corteo del 25 aprile, che ha visto i gruppi ebraici – tra i quali Hashomer Hatzair, Brigata Ebraica e Sinistra per Israele – allontanati dopo essere stati oggetto di insulti, fischi e tentativi di aggressione. Partiti da via Boschetto e diretti verso piazza Duomo, i partecipanti sono stati bloccati dopo poche centinaia di metri da cori ostili che chiedevano la cacciata dei “sionisti” e urlavano insulti antisemiti, come "siete saponette mancate". Dopo oltre un’ora di tensione si è aperto un corridoio, e sono stati scortati dalla polizia fuori dal corteo. “Da italiano, figlio di partigiano ed ebreo, è stata un’esperienza traumatica. Il corteo del 25 aprile, simbolo della Liberazione dal nazifascismo, è stato stravolto e ha calpestato i valori della Resistenza", dichiara il presidente della FIEP, Carlo Riva. “Mi sono sempre richiamato a valori progressivi e sono allarmato dalla deriva antisemita che appare ormai trasversale nel panorama politico.” La FIEP denuncia con forza quanto accaduto: escludere cittadini ebrei da una manifestazione che celebra la liberazione dal fascismo rappresenta una contraddizione inaccettabile e un segnale grave per la tenuta democratica del Paese.
25 aprile: questore di Milano incontra delegazione della Brigata ebraica
Il questore di Milano Bruno Megale sta incontrando una delegazione dei manifestanti della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile, con loro anche il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi. Fra i presenti il direttore del museo della Brigata Ebraica Davide Romano, Daniele Nahum ed Emanuele Fiano.
Sala, sabato scorso i Patrioti europei hanno infangato piazza Duomo
"C'è anche chi non crede che questa data del 25 aprile sia sacra. Sabato scorso qua qualcuno ha provato a infangare la nostra storia, quella dell'Italia liberata dal nazi fascismo". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala parlando del palco della manifestazione nazionale della Festa della Liberazione. "I cosiddetti patrioti europei si sono riuniti qua per celebrare la remigrazione - ha aggiunto -. Come è andata lo abbiamo visto, poca gente, al contrario di oggi. E un leader di governo che scambia questa piazza per il palco del suo congresso. C'è chi ha parlato della pena di morte davanti al nostro Duomo, ma Milano gli ha detto di no". "Hanno scelto questa piazza e il percorso del corteo del 25 aprile, non è stata una scelta causale. Per questo oggi dobbiamo essere qui, sappiamo da che parte stare - ha detto -. Avete perso allora e prederete ancora, se tentate di nuovo di portare l'Italia verso quelle nostalgie che lasciate in modo consapevole affiorare". "C'è una parte giusta della storia, quella della democrazia e della Costituzione antifascista e non quella della repubblica di Salò", ha concluso. Mentre Sala parlava dal palco una singola cittadina lo ha contestato urlandogli "fascista" e "no al gemellaggio con Tel Aviv". Nel pubblico altri cittadini hanno più volte tentato di fermarla tanto che è scoppiato un diverbio tra loro.
Salvini, su Brigata Ebraica parole inaccettabili, Pd rifletta sui compagni di strada
"Parole inaccettabili. Totale solidarietà a chi è stato aggredito, minacciato, e offeso dai soliti violenti di sinistra. Che il Pd rifletta sui propri compagni di piazza". Così Matteo Salvini su X commenta gli insulti rivolti alla Brigata Ebraica a Milano.
Sala, è un 25 aprile che non ci può piacere ma dobbiamo esserci
"È un 25 aprile che non ci può piacere per come si sta svolgendo, ma essere qui non è importante, è fondamentale". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine dei discorsi istituzionali. "Le frasi" contro la Brigata ebraica "sono da condannare e scaturiscono da un clima di grande tensione che c'è in giro, tutti noi dobbiamo abituarci a essere più moderati nei toni. Va bene confrontarsi ma non aizzare gli animi".
Scalfarotto (Iv), a Milano manifestazione sequestrata da frange di fanatici
"A Milano la Brigata Ebraica è stata espulsa dal corteo del 25 aprile, con tutte le associazioni che la seguivano. È stato il risultato di un blocco da parte degli antagonisti che ha tenuto il corteo fermo in Corso Venezia per almeno tre ore. Un vero e proprio sequestro di una celebrazione che dovrebbe appartenere a tutti e che ogni anno che passa diventa sempre più ostaggio di alcune frange di fanatici che pensano di appropriarsi di una ricorrenza che è sacra per tutte le forze politiche antifasciste e per i cittadini che hanno cuore la libertà e i valori costituzionali. Milano, medaglia d'oro per la resistenza, non può più tollerare questo scempio: organizzatori e forze dell'ordine devono restituire a questa città genuinamente democratica il suo diritto di celebrare la libertà e la democrazia senza turbative e senza violenza". Lo scrive sui social il senatore Ivan Scalfarotto, presidente di Italia Viva Milano Metropolitana, che sta partecipando al corteo del 25 aprile a Milano.
25 aprile: riparte il corteo a Milano, pro Pal fermi vicino a Brigata Ebraica
Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell'ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono "Palestina liberà, 'Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al marè e 'Fuori i sionisti da Milanò.
25 aprile, Marattin (PLD): "Il fascismo si è fatto vivo, con la bandiera rossa inveisce contro ebrei"
“È come la favola di ‘al lupo, al lupo’. Per decenni ci siamo illusi di vedere il fascismo ovunque, anche quando si trattava semplicemente di opinioni diverse. Ora invece il fascismo sì è fatto vivo, solo che ha la bandiera rossa. Ma fa sempre la stessa cosa: inveisce contro gli ebrei e aggredisce fisicamente chi non la pensa come loro”. Così il deputato Luigi Marattin, Segretario del Partito Liberaldemocratico, in relazione agli episodi di Milano, dove i dirigenti del Pld sfilavano insieme alla Brigata Ebraica, cacciata dal corteo a causa dell'ostilità dei manifestanti pro Pal.
Accerchiata la Brigata Ebraica, scortata fuori dal corteo
I pro pal hanno accerchiato la Brigata ebraica impedendole di proseguire. La Brigata è stata scortata fuori dal corteo tra i fischi
25 aprile: Fiano: "Orribile esclusione da corteo, ci hanno urlato 'siete saponette mancatè’"
“È una sensazione orribile essere espulsi da un corteo che dovrebbe celebrare la libertà”. È il commento di Emanuele Fiano, mentre la Brigata ebraica viene scortata dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa lungo via Senato in direzione piazza Cavour. E' la via d’uscita trovata dopo le pesanti contestazioni ricevute dalla Brigata ebraica, che hanno bloccato il corteo del 25 aprile per oltre un’ora e mezza. “Ci hanno urlato anche ‘siete solo saponette mancate’”, denuncia Fiano. Un gruppo di contestatori continua a seguire la Brigata, urlando “Palestina libera dal fiume fino al mare”.
Della Vedova, espulsione Brigata Ebraica un grande dolore
"Una brutta pagina, un grande dolore vedere cosa fanno dei facinorosi che espellono la Brigata ebraica dal corteo del 25 aprilè". Lo ha detto Benedetto Della Vedova, esponente di +Europa. "È come se si volesse dimenticare la storia", ha concluso.
Spuntano le bandiere di Hamas e Hezbollah
In mezzo al corteo del 25 aprile, tra le bandiere titine, della Palestina, della Repubblica islamica dell’Iran e delle varie sigle, ha sventolato anche quella di Hamas e di Hezbollah
Incappucciati con bandane nere sul volto e bottiglie di birra nelle tasche
Il corteo non è ancora partito ma si vedono già incappucciati e travisati con bandane nere sul volto e bottiglie di birra vuote nelle tasche dei jeans
Pro-Pal bloccano il corteo del 25 aprile a Milano
Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare "fuori dal corteo" e "vergogna" e bloccano il passaggio all'incrocio con via Senato e corso di porta Venezia. Lo spezzone del corteo con la Brigata ebraica, oltre ai rappresentanti delle comunità iraniana e ucraina, è ora bloccato all'incrocio fra corso Venezia e via Senato, protetto da un cordone di forze sull'ordine mentre manifestanti intorno scandiscono 'fuori, fuorì. Per ragioni di ordine pubblico e per sbloccare l'impasse, le forze dell'ordine hanno chiesto loro di uscire dal corteo, cosa che al momento non pare intendono fare. La contestazione non sarebbe partita da gruppi di centri sociali organizzati.
Frase choc contro Fiano: "Siete solo saponette mancate"
"Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate". Lo ha riferito l'esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile a Milano parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell'ordine
Striscioni ProPal in coda al corteo di Milano: "Meloni sei tu la terrorista"
In coda al corteo del 25 aprile, partito da via Palestro, sfila lo spezzone dei centri sociali, dei collettivi studenteschi e dei gruppi pro Palestina, accompagnato da carri con musica. Presenti, tra gli altri, i centri sociali Leoncavallo e Lambretta, l'associazione Arci, il collettivo Cantiere, una delegazione del gruppo Dax Resiste e la lista universitaria UniSì della Statale. Sul carro del Leoncavallo campeggia lo striscione "Giù le mani dalle città, resistiamo a fascismi, repressione e speculazioni". Poco più avanti bandiere palestinesi e della milizia curda aprono il tratto pro Palestina, dietro agli striscioni "Fermiamo il genocidio, la solidarietà non si arresta", "Meloni sionista, sei tu la terrorista" e "Libertà per i prigionieri politici". Più avanti nel corteo è presente anche il Comitato per la Pace, che successivamente si staccherà dal percorso principale per dirigersi verso piazza San Fedele.
Striscioni ProPal in coda al corteo di Milano, 'Meloni sei tu la terrorista'
In coda al corteo del 25 aprile, partito da via Palestro, sfila lo spezzone dei centri sociali, dei collettivi studenteschi e dei gruppi pro Palestina, accompagnato da carri con musica. Presenti, tra gli altri, i centri sociali Leoncavallo e Lambretta, l'associazione Arci, il collettivo Cantiere, una delegazione del gruppo Dax Resiste e la lista universitaria UniSì della Statale. Sul carro del Leoncavallo campeggia lo striscione "Giù le mani dalle città, resistiamo a fascismi, repressione e speculazioni". Poco più avanti bandiere palestinesi e della milizia curda aprono il tratto pro Palestina, dietro agli striscioni "Fermiamo il genocidio, la solidarietà non si arresta", "Meloni sionista, sei tu la terrorista" e "Libertà per i prigionieri politici". Più avanti nel corteo è presente anche il Comitato per la Pace, che successivamente si staccherà dal percorso principale per dirigersi verso piazza San Fedele.
Contestazione Carc a manifestazione Milano: "Fuori i sionisti dal corteo"
Un gruppo di militanti del Carc si è messo alla testa del corteo di Milano per il 25 aprile, prima della partenza, per contestare la presenza della Brigata ebraica: “Fuori i sionisti dal corteo”, gridano, intonando “Bella ciao” e invocando una “nuova Resistenza”. “Non vogliamo né nazisti né fascisti né sionisti in corteo. Oggi e sempre Resistenza”, urlano all’altezza di via Boschetti, dove dovrebbe partire la Brigata ebraica: in via Palestro sono intervenute le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, per liberare dai militanti del Carc via Palestro e consentire l’avvio del corteo.
In prima fila i cartelli pro Hannoun
In prima fila nello spezzone pro Pal i cartelli che inneggiano ad Hannoun e agli altri palestinesi che si trovano in carcere nel nostro Paese. Tra i tanti slogan anche quelli femministi: “Il maschio etero è machista e fascista”
Teheran, pronti a rispondere se Usa continueranno blocco marittimo
L'esercito iraniano ha dichiarato che reagirà se gli Stati Uniti manterranno il blocco dei porti iraniani, definendolo "banditismo" e "pirateria". Il comandante centrale Khatam Al-Anbiya ha affermato che se "l'esercito statunitense invasore continuerà con il blocco, il banditismo e la pirateria nella regione, dovrà essere certo che dovrà affrontare la risposta delle potenti forze armate iraniane", ha riferito l'agenzia statale Irib. "Siamo pronti e determinati, e monitoriamo costantemente il comportamento e i movimenti dei nemici", ha aggiunto.
A Milano Forza Italia Giovani in corteo, antifascismo valore di tutti
"L'antifascismo è un valore che appartiene a tutti, se oggi siamo qui a fare politica e perché siamo liberi, per cui dobbiamo festeggiare il 25 Aprile. Lo sbaglio è stato non esserci negli anni passati, l'antifascismo è di tutti e noi siamo qua fieramente". Lo dice a LaPresse Vincenzo Piazza, segretario di Forza Italia giovani Milano, a margine del corteo del 25 Aprile a cui la giovanile azzurra partecipa. Sulle parole fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che aveva detto di non celebrare la Liberazione ma San Marco, Piazza ha detto: "Io sono molto contento da quando Vannacci è uscito dalla coalizione. Io come tutti i ragazzi di Forza Italia, giovani sono molto distante da quelle idee che consideriamo antidemocratiche e irrispettose".
I manifestanti litigano per la postazione
Litigi tra i manifestanti nei pressi della testa del corteo, dove il FC-FGC pare abbiano occupato una postazione non loro alle spalle di Azione
Il volantino che invita al boicottaggio della piazza ufficiale
“La Resistenza continua - La Liberazione dell’Italia non è finita”. Si legge così in un volantino che lo spezzone antagonista sta distribuendo per invitare le persone a boicottare la piazza ufficiale per partecipare a quella alternativa.
Bandiera della pace, dell'Iran e della Palestina al corteo del 25 aprile
Un’enorme bandiera della pace è distesa sull’asfalto, alle sue spalle sventolano le bandiere della Repubblica islamica dell’Iran e della Palestina. Davanti, invece, la falce e il martello di Rifondazione Comunista. È così che si prepara alla partenza la lunga carovana del 25 aprile