Dopo aver invocato “una lotta che va portata avanti fino alle estreme conseguenze, alla guerra civile, se risponde alla volontà delle masse” per “abbattere” il governo Meloni definito “dittatura neofascista” usando “tutte le forme di lotta, legali e illegali, parlamentari e extraparlamentari, pacifiche e violente di massa”, il Partito Marxista Leninista Italiano mette nel mirino la stampa e in particolare “Il Giornale”.
In seguito alla pubblicazione di un nostro articolo in cui denunciavamo i contenuti eversivi di un documento realizzato dal PMLI in occasione del 25 aprile, è iniziata una campagna social intimidatoria da parte del partito marxista leninista contro “Il Giornale” con una serie di post.
Il primo post sulla pagina ufficiale del partito è proprio il 25 aprile dove, tra la foto di una bandiera rossa e l’altra, si attacca “Il Giornale” come “coacervo neofascista” farneticando che, con il nostro articolo, avremmo segnalato il partito “all'attenzione del governo come un pericolo ‘eversivo’ immediato da reprimere”.
In un post successivo il partito arriva a teorizzare (in pieno delirio complottista) un attacco coordinato tra il governo, i servizi segreti e “Il Giornale” per “isolarci e colpirci col chiaro tentativo di coinvolgere il Pmli nell’indagine sui Carc per terrorismo”.
L’attacco a “Il Giornale” continua anche ieri con un nuovo post che ha il tono della lista di proscrizione definendoci “coacervo fascista “fondato da Indro Montanelli, attuale Direttore Responsabile Tommaso Cerno, che da direttore del fascista “Il Tempo” ha più volte attaccato in maniera velenosa e bugiarda, in prima persona o tramite la pennivendola filo Israele Giulia Sorrentino, il nostro Partito, direttore editoriale Vittorio Feltri, firme Alessandro Sallusti e Nicola Porro”. Per poi prendersela con chi scrive con tanto di biografia allegata nel post.
Dopo aver messo nel mirino i propri bersagli con nomi e cognomi, arriva l’appello ai propri seguaci (prontamente rilanciato dalla rete antagonista): “occorre mobilitare le masse per buttar giù il governo Meloni, Mussolini in gonnella. Per questo invitiamo tutti, le conseguenti antifasciste e antifascisti, a costruire un fronte unito che deve essere più largo possibile, senza alcuna preclusione, che rilanci con forza la lotta per buttare giù con la piazza il governo Meloni, i suoi gerarchi e lacchè, spazzando via con esso tutti i provvedimenti di politica interna e estera che ha approvato”.
Dopo i CARC, indagati e che hanno subito perquisizioni, ora il PMLI (che non a caso ha espresso solidarietà ai CARC) non solo pubblica documenti dal contenuto eversivo ma mette nel mirino la libertà di informazione con reiterati attacchi minacciosi solo perché è stata pubblicato un articolo sul loro conto. Pensano di essere nell’Unione sovietica o nella Cina di Mao ma in democrazia non funziona così e i giornali sono liberi di pubblicare ciò che ritengono, se ne facciano una ragione.