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Niente fondi al docufilm su Regeni, si dimettono due membri della commissione Mic

Lasciano Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti: "Difformità sui criteri". E la vicenda arriva in Parlamento

Niente fondi al docufilm su Regeni, si dimettono due membri della commissione Mic
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Nuovi aggiornamenti sul “caso Regeni”. Due membri della commissione del Ministero della Cultura incaricata di assegnare i contributi selettivi al cinema hanno rassegnato le dimissioni: parliamo del critico cinematografico del Corriere della Sera Paolo Mereghetti e dello story editor Massimo Galimberti. La notizia arriva nel pieno delle polemiche sul mancato finanziamento del documentario dedicato al ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo nel 2016.

Galimberti ha confermato la decisione spiegando all’Adnkronos di aver inviato "una semplice lettera di dimissioni, dopo molti anni di lavoro nella commissione". Alla base della scelta vi sarebbe "una difformità di vedute sui criteri di valutazione delle opere", che, precisa, "non riguarda solo un caso" e "non vuole essere un atto di polemica nei confronti della direzione generale cinema del Mic". Anche Mereghetti ha reso noto di aver rimesso il proprio incarico. Pur sottolineando di far parte di una sottocommissione diversa da quella che si è espressa sul documentario su Regeni, ha dichiarato: "Facendo parte di una sottocommissione che non è quella che ha deciso sul docufilm di Regeni: però le scelte delle altre commissioni mi trovavano in disaccordo e ho ritenuto fosse giusto dimettermi per coerenza. Semplicemente questo e senza nessuna polemica".

Il dibattito resta aperto. Il gruppo del Pd alla Camera ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Il ministro è atteso a rispondere durante il question time in Aula sul tema della mancata assegnazione dei fondi pubblici al documentario, come reso noto dai dem: "L’atto, a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein, contesta fortemente la decisione del Ministero della Cultura e le nuove norme che hanno politicizzato il finanziamento delle produzioni cinematografiche e non è un caso che oggi due componenti della commissione di valutazione si siano dimessi”.

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