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Nomine, il governo conferma Lovaglio a Mps. Ora parte la corsa per Eni, Enel, Poste e Terna

Maione alla presidenza dell’istituto senese. I nodi di Enav e Leonardo

Nomine, il governo conferma Lovaglio a Mps. Ora parte la corsa per Eni, Enel, Poste e Terna

Un primo tassello del puzzle delle nomine è andato al suo posto. Ieri, infatti, il Tesoro ha depositato la lista per il rinnovo del cda di Mps confermando l'amministratore delegato Luigi Lovaglio e candidando alla presidenza l'avvocato Nicola Maione. Loro due, tra l'altro, insieme a Stefano Di Stefano, dirigente del Mef a capo dell'ufficio per la valorizzazione delle quotate, sono le uniche conferme tra i 12 nomi (5 donne e 7 uomini) presentati dal Mef, azionista del Monte con il 64,2% del capitale. Ora la lista del nuovo cda e del collegio sindacale della banca senese dovrebbe essere ratificata entro il 20 di aprile. La conferma di Lovaglio pareva scontata, a maggior ragione dopo le dichiarazioni del viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, che prima della conferma ufficiale aveva ribadito che Lovaglio «ha fatto buone cose, perchè i 2,5 miliardi li ha recuperati ed è riuscito a far sottoscrivere l'aumento di capitale». È parzialmente una novità Maione, dal momento che sedeva già in cda, e va a sostituire la presidente uscente Patrizia Grieco. Avvocato cassazionista e titolare dello studio Legale Maione, è consigliere dell'Abi e in passato è stato presidente dell'Enav, con una breve parentesi nel cda di Milano Assicurazioni sul finire dell'era Ligresti. Ma se la partita Mps è chiusa, rimangono aperti i dossier per le altre quotate: Eni, Enel, Terna, Leonardo e Poste. Il governo ci ragionerà probabilmente fino all'ultimo, ovvero fino al 13 aprile. In particolare su queste società l'attenzione politica è altissima, con accordi da trovare nel perimetro della maggioranza. La Lega, in particolare, è in pressing per una maggiore discontinuità ai vertici delle aziende di Stato. Guardando poi alle singole partite, per Eni sembra molto probabile la conferma nella veste di ad di Claudio Descalzi, che negli ultimi mesi ha lavorato proficuamente con la premier Meloni. Mentre per la poltrona della presidenza è circolato il nome di Antonio Maria Rinaldi, europarlamentare leghista. Per Enel pare vicinissimo all'addio Francesco Starace, al suo posto si pensa all'ad di Terna, Stefano Donnarumma, o in alternativa l'ad di Italgas, Paolo Gallo. Ma resta viva anche la possibilità di una soluzione interna. Per la presidenza, si fa il nome anche di Paolo Scaroni. Su Terna, se Donnarumma dovesse traslocare, è forte la candidatura di Roberta Neri, che è pure in lizza per ritornare nel ruolo di ad all'Enav, che ha già guidato per cinque anni tra il 2015 e il 2020. Su Enav, però, si è parlato anche di Pasqualino Monti dall'Autorità portuale di Palermo. Nei propositi della premier ci sarebbe anche la volontà di portare una donna ai vertici di una partecipata di peso. Circola il nome di Elisabetta Belloni, attuale direttore del Dis, che potrebbe essere candidata alla presidenza di Leonardo, partecipata della Difesa che dovrebbe vedere ai titoli di coda l'esperienza dell'ad Alessandro Profumo (il sostituto potrebbe essere Lorenzo Mariani, ad della partecipata controllata Mbda Italia). Punto interrogativo per le Poste, dove potrebbe essere confermato Matteo Del Fante. Le trattative si accenderanno in queste settimane, con sullo sfondo un'ipotesi: far slittare le assise «di peso» rispetto alle convocazioni previste tra l'8 e il 15 di maggio, per avere più tempo per trovare un'intesa. È un'eventualità, ma sarebbe al tempo stesso un rischio perché questo segno di disaccordo nella maggioranza rischierebbe di generare incertezza su importanti società quotate in Borsa.

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