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"Non ci fermerete mai". Le becere provocazioni pro Pal nella Giornata della Memoria

I soliti noti con le bandiere della Palestina hanno provato a disturbare la deposizione della corona a Bologna, costringendo il presidente della comunità ebraica di Bologna, Daniele De Paz, a rimanere a distanza

"Non ci fermerete mai". Le becere provocazioni pro Pal nella Giornata della Memoria
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"Non ci fermerete mai". Nella Giornata della Memoria, i pro Pal tornano all'attacco con le provocazioni che ben hanno rodato negli ultimi due anni e, nonostante i divieti imposti dalle questure, hanno confermato le manifestazioni previste per oggi, di cui una davanti alla sede del Partito democratico di Roma. L'obiettivo dei pro Pal è quello di disturbare le attività nella sede del partito guidato da Elly Schlein per protestare contro il ddl che sta portando avanti Graziano Delrio contro l'antisemitismo che, a loro dire, sarebbe un bavaglio. La sede del Pd è stata blindata per evitare assalti che, alla fine, non ci sono stati perché il manipolo di manifestanti è stato disperso con due decine di denunce.

"L'unica cosa che deve indietreggiare sono i ddl che vogliono criminalizzare la solidarietà con la Palestina. La nostra memoria è buona e quando si dice: 'mai più' intendiamo basta genocidio del popolo palestinese, basta complicità con lo stato sionista", si legge in un messaggio condiviso dal Coordinamento di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Roma. "I sionisti, per loro stessa ammissione, hanno perso la battaglia nell'8° Fronte di guerra genocidiaria: precisamente sul terreno della narrazione (hasbara) del Genocidio del popolo palestinese. Soprattutto in Italia, dove in poco più di due anni, migliaia di piccole, medie, grandi e grandissime iniziative in tutto il paese, hanno posizionato il movimento di solidarietà con il popolo palestinese su posizioni politicamente più avanzate, rispetto alla mobilitazione avviata all'indomani dell'operazione della Resistenza palestinese del 7 ottobre 2023", si legge nel manifesto. Sono parole che devono essere lette tra le righe per capirne l'effettiva portata.

Parlando del Ddl Delrio, quindi, si legge: "Contestualmente a questa azione corale legislativo-repressiva, il Pd ha esercitato un costante lavorio di depoliticizzazione del movimento di solidarietà con il popolo palestinese, con l'intenzione di proteggere il carnefice sionista e trasformare il popolo palestinese in "vittima" di una sorta di evento catastrofico "naturale" e casuale, definito genocidio. Contro questa subdola condotta, complice col Sionismo e di copertura dei suoi crimini, siamo decisi a mettere il Partito democratico di fronte alle proprie responsabilità e per far cadere la loro maschera, dietro alla quale si cela un vero volto euroimperialista, sionista e guerrafondaio". Sono 20 gli attivisti che sono stati denunciati per la violazione del dispositivo del questore: sono stati intercettati dalle Forze dell’ordine e identificati, chiedendo loro di allontanarsi. Dopo aver inizialmente deciso di rimanere, a fronte di una ulteriore intimazione, il gruppo ha lasciato il presidio.

A Bologna questa mattina in piazza Nettuno si è svolta ancora un'altra provocazione da parte di alcune decine di pro Pal con bandiere e cartelli che hanno disturbato la cerimonia di deposizione di una corona per il Giorno della Memoria. Hanno obbligato il presidente della comunità ebraica di Bologna, Daniele De Paz, a rimanere a distanza, il che ha costretto i soli sindaco Matteo Lepore e monsignor Stefano Ottani alla deposizione. Anche Cagliari è una città blindata nella Giornata della Memoria a causa di una manifestazione non autorizzata dei pro Palestina, che ancora una volta hanno fatto carta straccia del divieto della questura.

A Torre del Greco un gruppo pro Pal ha denunciato il divieto al presidio organizzato per oggi per la lettura di brani dedicati alla Palestina e parlano di "entativi intimidatori chiari e deliberati e di pressioni da parte della questura di Napoli (fatti già accaduti in occasione di analoga manifestazione nel 2024, ndr.), in un crescendo che è arrivato […] con la prescrizione: il 27 gennaio non si parla di Palestina".

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