Le dichiarazioni del pm Nicola Gratteri sul referendum per la separazione delle carriere stanno sollevando ben più di una critica e si inseriscono in un’ampia polemica che vede il fronte del “no” scomporsi in queste ultime settimane di campagna elettorale. “Sono sconcertato da quello che ho sentito, ma ancora di più da quello che è stato detto dopo. Mi domando se l'esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l'inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”, ha dichiarato il ministro Carlo Nordio a 5 minuti nel confronto televisivo con il presidente del Comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale”, Giovanni Bachelet.
“Se noi proponiamo delle modifiche costituzionali secondo l'orientamento di alcuni dei padri costituenti, non siamo né avversivi, né piduisti, né fascisti, né tutte le porcherie che sono state dette su di noi, proprio perché questa discussione è stata portata avanti in modo molto pacato e molto articolato dagli stessi padri costituenti”, ha aggiunto Nordio. Noi, ha proseguito, “crediamo però che la vera rivoluzione sia avvenuta 40 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione. Quando Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza, ha introdotto il codice cosiddetto anglosassone che richiede proprio la separazione delle carriere perché in tutti i Paesi dove vive quel sistema, cosiddetto accusatorio, le carriere sono separate”.
Lo stesso Bachelet, che sta facendo campagna per il “no”, ha criticato le parole di Gratteri in una logica di convenienza e di opportunità per la causa che sta portando avanti. Bachelet, infatti, riconosce che il commento di Nordio è stato “offensivo per gli elettori, sbagliato” e “porterà più voti al Sì”. Ma il fisico non ha poi risparmiato un attacco al ministro: “Per fortuna poi ci sono i commenti del ministro che ci faranno risalire per il No”. L’avvocato Roberto Capra, presidente della Camera penale del Piemonte occidentale, questa sera a Torino nel corso di un incontro sulla riforma della giustizia organizzato da Azione Cattolica, ha riconosciuto che “la campagna referendaria sta assumendo toni violenti. Gli ultimi episodi sono proprio di queste ore: le affermazioni di Gratteri non sono proprio encomiabili”.
Il ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, ha dichiarato che le parole di Gratteri “non possono essere condivise né nei toni né nei contenuti. Le sue parole sono offensive e fuori luogo per chi intende votare sì. Ridurre e semplificare il confronto su una riforma costituzionale a una contrapposizione morale tra 'buoni' e 'cattivi' è inaccettabile in un dibattito democratico”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invece, è stato più trattenuto nell’esternazione e ha dichiarato che “questa espressione forse non gli è venuta molto bene. Questo lo dobbiamo concedere a tutti, è successo a tutti”.
Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, invece, si è rivolto agli elettori: “Se avete ancora qualche dubbio sulla necessità e urgenza di votare sì al referendum sulla giustizia, leggetevi le ultime dichiarazioni del magistrato Gratteri e andrete alle urne senza bisogno di porvi altre domande”.