La Lombardia punisce i consiglieri assenteisti: multe fino a 1.400 euro

La norma sarà votata tra due settimane Solo il M5S non ha firmato la proposta

La Lombardia punisce i consiglieri assenteisti: multe fino a 1.400 euro

Milano - Dopo la sforbiciata alle indennità di funzione (in pratica lo stipendio) e ai rimborsi forfettari, ora arriva anche la multa per i consiglieri regionali che diserteranno le sedute in aula e le commissioni. È questo un altro dei capitoli del progetto di legge uscito dopo solo tre settimane di sedute del gruppo di lavoro istituito dal consiglio regionale della Lombardia per dare finalmente sostanza all'ormai ricorrente promessa di taglio dei costi della politica. A dimostrazione che se si vuole, si può perfino togliere i privilegi ai privilegiati. Certo, prima di cantar vittoria sarà necessario aspettare il passaggio in aula messo in calendario per martedì 18 giugno, ma la firma di tutti i gruppi sotto il progetto di legge consente un certo ottimismo. Tutti i gruppi, per la verità, ad accezione dei «grillini» del Movimento 5 stelle che come sempre più spesso succede sono saliti sull'Aventino lasciando per protesta il gruppo di lavoro, nonostante questo fosse stato un cavallo di battaglia delle campagne elettorali. Perché qualche volta a raccontare che si vuol guardare troppo il cielo, si finisce per cadere nel pozzo.
La proposta, dunque, è di una sanzione pecuniaria per i consiglieri assenteisti che si vedranno decurtare lo stipendio. Perché fino a oggi uno dei tanti privilegi delle «castine» regionali, prevedeva che i lauti guadagni fossero indipendenti dalla frequentazione delle sedute. E parliamo di stipendi lordi che erano di 8.500 euro al mese, a cui ne andavano aggiunti altri 8.300 per generiche (e da non giustificare) spese di «diaria», «missioni» e «trasporto». Perché un altro lusso dei frequentatori delle Regioni erano le auto blu, oppure una diaria chilometrica corrisposta semplicemente per gli spostamenti da casa al posto di lavoro. Come se a un qualunque lavoratore venisse rimborsato il tragitto fino alla scrivania.
Privilegi oggi eliminati in Lombardia che ha già dimezzato gli stipendi e con questa nuova legge vuol diventare la capofila delle regioni virtuose, visto che nonostante gli oltre 10 milioni di abitanti da governare gli stipendi dei suoi consiglieri saranno dimezzati (3.550meuro netti), mentre in Basilicata un consigliere di una Regione di appena 500mila residenti continuerà a incassare 11.600 euro al mese, più il lauto pacchetto «altre voci». E in più in Lombardia in caso di ripetute assenze non giustificate, i consiglieri vedranno il taglio da un quindicesimo a un terzo. Il che significa una multa che potrà partire da 281 euro e arrivare fino a 1.406 mensili. «Una sanzione - ha spiegato il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo - verso coloro che non eserciteranno fino in fondo la loro funzione, un ulteriore segno di impegno e serietà perché non dobbiamo soltanto ridurre i costi, ma anche aumentare i risultati».
Un'iniziativa, quella del taglio dei costi del Palazzo, accolta con grande soddisfazione anche dal governatore Roberto Maroni che ne aveva fatto di fronte agli elettori uno dei primi impegni della sua legislatura a guida leghista. E che ieri via Twitter ha dato un nuovo annuncio: «Equitalia fuori dalla Lombardia, siamo quasi pronti. I soldi nostri devono rimanere a casa nostra. #primailnord».

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