Notte bianca della preghiera. L'invasione dei pellegrini

La Capitale e il Vaticano si preparano per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

Una suora fotografata in San Pietro, che si prepara alle canonizzazioni
Una suora fotografata in San Pietro, che si prepara alle canonizzazioni

Roma - La Capitale e il Vaticano si preparano per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Da ieri mattina sono esposti gli arazzi dei due futuri santi, in una piazza che brulica di pellegrini in attesa di pregare sulle tombe di Wojtyla e Roncalli. C'è anche tempo per l'acquisto di gadget a tema (gettonatissima la busta della Lev con le immagini dei due papi), cartoline e ombrelli parasole. Al via anche la tre giorni di preghiera. Si parte con i giovani, tra conferenze e momenti di preghiera. È iniziato il «cammino di santità», percorso tra arte e fede della comunità francese, mentre un concerto pianistico nel complesso di San Stanislao alle Botteghe Oscure ha inaugurato i festeggiamenti della comunità polacca che continueranno nei prossimi giorni per culminare con la Messa di ringraziamento del 4 maggio presieduta da Papa Francesco.

Per questa sera invece l'appuntamento è nella chiesa di Sant'Agnese in Agone in piazza Navona. Singolare l'iniziativa di cinque pellegrini giunti nella Capitale a piedi dalla Polonia con una statua di Giovanni Paolo II. La comunità bergamasca si riunirà alle 18 nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Alle 21 prenderà il via una vera e propria notte bianca della preghiera: chiese aperte con animazione liturgica in tutte le lingue (compreso l'arabo) e la possibilità di confessioni. Le Acli apriranno le porte ai pellegrini con l'iniziativa «riposatevi un po'» mettendo a disposizione un luogo di ristoro e accoglienza, dove saranno disponibili generi di conforto. L'Azione cattolica propone una veglia di preghiera e adorazione nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale dalle 22.30 fino alle 5 del mattino. All'ondata di preghiera si unisce in modo particolare Assisi, con l'apertura straordinaria della tomba di san Francesco fino alle 24 di oggi. Alla Porziuncola sono esposte due reliquie dei papi.

«I santi sono coloro che non sono mai usciti dall'infanzia»: così il cardinale Loris Capovilla, che fu segretario di Giovanni XXIII, ha parlato dei due papi in un briefing. «L'espressione “due occhi e un sorriso”, usata per Roncalli, la si può usare anche» per Giovanni Paolo II. Il cardinale Stanislaw Dziwisz, già segretario di Wojtyla, ha invece rivelato che «in ambulanza, ancora cosciente, pregava per il suo attentatore. Non sapeva il suo nome ma lo aveva già perdonato». L'allora portavoce del Vaticano, Joaquin Navarro Valls, ha invece sottolineato - rispondendo a dubbi che persistono - che, sia nel «caso Maciel» sia riguardo lo scandalo pedofilia, il papa polacco affrontò subito il problema, anche se non ebbe il tempo di chiudere i dossier. Anche Papa Francesco ha ricordato i due prossimi santi. Giovanni Paolo II era «grande uomo e grande papa» ha detto in un videomessaggio ai polacchi.

«Un gigante della fede» come disse tre anni fa Benedetto XVI durante la Messa della beatificazione. A proposito di Giovanni XXIII ha scritto ai bergamaschi: «Quell'eredità può ispirare ancora oggi una Chiesa chiamata a vivere la dolce e confortante gioia di evangelizzare, ad essere compagna del cammino di ogni uomo». E ha concluso: «Il rinnovamento voluto dal Concilio Ecumenico Vaticano II ha aperto la strada, ed è una gioia speciale che la canonizzazione di papa Roncalli avvenga assieme a quella del beato Giovanni Paolo II, che tale rinnovamento ha portato avanti».

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