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Nuova impennata dell'odio, dilaga a sinistra. Albanese come il Duce: parla di plutocrazie

Nell’ultimo anno 963 casi. "L’ostilità ora trasferita su Israele". Chiamati in causa pure la relatrice Onu e l’ex premier Conte

Nuova impennata dell'odio, dilaga a sinistra. Albanese come il Duce: parla di plutocrazie
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Aumentano ancora - drammaticamente - le aggressioni agli ebrei, aumenta l'antisemitismo e si presenta sempre più spesso come odio contro Israele. Mentre la sinistra non vota il disegno di legge per contrastarlo, col Pd che si spacca in due, mentre le cronache riportano un altro episodio di violenza, l'Osservatorio del Centro di documentazione ebraica contemporanea presenta gli ultimi dati. Allarmanti, soprattutto per l'esplosione di un «antisemitismo in veste di antisionismo», proprio a sinistra.

Nel 2025 sono 963 gli episodi di antisemitismo individuati, 643 in rete e 320 verificati materialmente. Nel 2024 erano stati 877, nel 2023 si erano registrati 453 casi e nel 2022 ne avevano contati 241. La principale matrice ideologica, oggi, è l'antisemitismo contro Israele e il sionismo (il 67% dei casi). La «polemica antisemita contro lo Stato di Israele» infatti ripropone i temi classici «dell'archivio antigiudaico», dall'accusa del sangue alla tendenza alla crudeltà verso i bambini. Per alcuni esperti l'accusa di genocidio ha preso il posto dello stereotipo per antonomasia: il deicidio.

«I gruppi pro-Palestina», per quanto ideologicamente affini all'islamismo e quindi (si pensa) non alla sinistra, «vi hanno trovato in realtà un'opportunità politica per «rilanciare l'odio antiebraico mascherato da antisionismo», «specialmente - si legge o - durante la campagna della Global Sumud Flotilla. Lo slogan «From the River to the Sea» «non prevede l'esistenza dello Stato di Israele», definito «entità sionista». Una «dimostrazione della popolarità e dell'accettazione dell'antisemitismo in veste di antisionismo» è rappresentata da influencer e comici. Il rapporto indica come «caso più eclatante» quello di Enzo Iacchetti e della sua intemerata sul sionismo che «controlla il mondo». Citato come significativo anche il caso di Maurizio Crozza che da tempo fa l'imitazione del primo ministro israeliano Netanyahu in veste di nuovo Hitler. Nel rapporto si trova anche il nome dell'ex premier Giuseppe Conte, che ha invitato gli ebrei della diaspora a discolparsi dal «genocidio». E quello di Alessandro Di Battista, che definisce i sionisti «bestie di Satana».

E poi, «uno dei personaggi che ha maggiormente contribuito ad istituzionalizzare la demonizzazione dello Stato di Israele e del sionismo e quindi ad alimentare la popolarizzazione del clima di odio contro gli ebrei - dice il rapporto - è Francesca Albanese», relatrice speciale Onu sul territorio palestinese. «È da più di un decennio al centro di polemiche contro gli ebrei, da quando sostenne che gli Stati Uniti sono subjugated by the Jewish lobby». «Non si contano le volte in cui Albanese ha paragonato lo Stato di Israele e il sionismo al nazismo hitleriano, la guerra a Gaza alla Shoah», il rapporto cita anche le posizioni che «banalizzano» o «negano l'entità del pogrom del 7 ottobre 2023» oppure quelle che tendono a giustificare i miliziani di Hamas, visti come «partigiani» o «resistenti».

E Albanese ha pensato bene di aggiungere un'altra uscita discutibile alla serie infinita inanellata finora, facendo ricorso alla categoria della «plutocrazia», un topos che in passato è stato usato a piene mani dalla retorica fascista contro le democrazie occidentali (anche nel discorso di piazza Venezia sull'entrata in guerra dell'Italia). «La distruzione totale di Gaza - ha scritto la relatrice Onu - non è stata un'eccezione, ma un progetto per annientare chiunque si opponga all'imperialismo plutocratico incarnato da Stati Uniti-Israele e dai loro alleati globali».

Nella precedente occasione, quella sulla «lobby ebraica», anni dopo Albanese dovette fare marcia indietro, ammettendo che «alcune delle parole» che aveva usato erano state «infelici, analiticamente inaccurate e involontariamente offensive». Forse tra le cose che Albanese ignora ci sono anche le teorie complottiste e la retorica mussoliniana. Oppure, anche stavolta è stata poco accurata nella scelta delle parole.

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