Ocean Viking, ok allo sbarco. Ma alla Schlein non basta: "È disumano"

Le autorità italiane autorizzano lo sbarco della Ocean Viking ad Ancona. Ma per la sinistra il porto è troppo lontano e scatta la polemica: "Vergognoso. Piantedosi e Meloni smettetela"

Ocean Viking, ok allo sbarco. Ma alla Schlein non basta: "È disumano"
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Il porto sicuro è stato individuato e la macchina dell'accoglienza si è già messa in moto. L'Italia si farà carico dei 359 naufraghi salvati nelle scorse ore nel corso di quattro soccorsi operati in mare dalla Ocean Viking. Secondo le indicazioni delle nostre autorità, l'imbarcazione della Ong Sos Mediterranée ha ottenuto l'autorizzazione ad attraccare ad Ancora, dove arriverà lunedì 18 marzo intorno alle 13. Ma invece di tirare un sospiro di sollievo e di apprezzare l'ennesima operazione di accoglienza gestita dall'Italia, la sinistra si è messa a cannoneggiare contro il governo con le solite accuse pretestuose di cattivismo.

Ad attaccare l'esecutivo è stata in particolare Elly Schlein, spalleggiata poi dalle opposizioni. Per la leader dem e per i compagni, infatti, il porto sicuro di Ancona - assegnato dalle nostre autorità - sarebbe troppo lontano dall'attuale posizione della nave Ong. "Sono stati alla deriva per una settimana, hanno visto morire sessanta persone che viaggiavano con loro, di fame e di ustioni, ma ora il governo impone ai sopravvissuti altri cinque giorni di navigazione sulla Ocean Viking per andare a sbarcarli fino ad Ancona", ha pertanto lamentato la deputata Pd. Poi l'ulteriore bordata: "Infierire dopo quanto hanno passato è disumano e intollerabile, non degno di un Paese come l'Italia. Al Governo chiediamo di intervenire e assegnare un porto più vicino. Fermiamo questa vergogna".

Dichiarazioni fotocopia le aveva rilasciate poche ore prima anche il parlamentare Pd Matteo Orfini. "Alla Ocean Viking, che ha a bordo i sopravvissuti, che sono in condizioni mediche terribili, il Viminale ha detto di andare ad Ancona. Cinque giorni di navigazione in più per persone che hanno bisogno di cure immediate. Senza alcuna ragione se non furore ideologico. Ministro Piantedosi, presidente Meloni: smettetela", aveva attaccato il politico dem sui social. Duro anche il deputato di Avs Angelo Bonelli: "Chiedo ai ministri competenti di rivedere assolutamente la decisione e che venga assegnato un porto più vicino. È vergognoso che il governo tratti la vita delle persone come fossero pacchi postali: fateli sbarcare immediatamente".

Ma l'accusa di disumanità rivolta all'esecutivo attiene più alla strumentalizzazione che ai fatti. La legge prevede infatti che le autorità italiane assegnino il porto di attracco in base a legittime valutazioni di ampia natura, che riguardano anche le successive possibilità di assistenza sulla terra ferma dei migranti e il loro smistamento nelle strutture d'accoglienza. Ed è pretestuosa anche la narrazione sulla nave Ong lasciata in balia delle onde, praticamente abbandonata a se stessa, per altri quattro giorni. L'imbarcazione è infatti monitorata e l'assistenza sanitaria a bordo non manca, come giusto che sia. Nel caso di situazioni di salute particolarmente gravi, poi, la Guardia Costiera è pronta a intervenire per un trasporto d'urgenza, come peraltro già avvenuto nei giorni scorsi (quanto i soccorsi non erano stati purtroppo sufficienti a salvare la vita a un naufrago privo di sensi).

Proprio perché la doverosa assistenza umanitaria non manca, viene il sospetto che le indignatissime accuse della

sinistra al governo nascondano tra le righe il tentativo di rimettere in discussioni i decreti del Viminale in materia di sbarchi e di soccorsi delle navi Ong. Decreti che, notoriamente, i progressisti non hanno mai digerito.

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