Pannella operato all'aorta: tutta la politica al capezzale

Pannella operato all'aorta: tutta la politica al capezzale

RomaCi vuole un fisico bestiale, ci vuole il grande cuore di un giovanotto abruzzese di 84 anni per farsi scoppiare un'aorta dopo cena e farsela rincollare la mattina dopo come se nulla fosse. «Monitorato» ma non intubato, ricoverato in rianimazione ma, sembra, non in pericolo di morte, il leone radicale sta quindi per vincere la sua milionesima battaglia. L'ultima? No, grazie, la penultima.
Un forte dolore nella notte, una corsa al Policlinico Gemelli, le prime cure. Sembrava una sincope, un'infarto, una roba del genere, invece il cuore stavolta non c'entra. «Aneurisma dell'aorta addominale con la rottura della branca iliaca sinistra», questo il referto: a cedere insomma è stata la grande arteria a forma di ypsilon rovesciata che porta il sangue all'addome e alle gambe. Colpa delle pressione, delle sigarette, o forse di una vita spericolata.
All'alba l'intervento d'urgenza, eseguito dell'équipe di chirurgia vascolare del professor Francesco Snider. E non è stata certo un'operazione da poco, perchè si trattava di sostituire l'aorta danneggiata con una protesi di plastica e di agganciarla agli altri vasi: ri-protesizzazione aortica e by pass femoro-femorale. A quell'età, con tutti quei digiuni alle spalle, i discorsi-fiume, le notti insonni, tutte quelle Gauloises.
Invece eccolo Marco Pannella ancora sulla breccia. Grave, gravissimo, ricoverato in rianimazione. Ma l'intervento è riuscito, il primo bollettino autorizza a sperare in una ripresa. «Le condizioni cardiocircolatorie e respiratorie sono stabili con buon equilibrio emodinamico». Dunque, «se non interverranno complicazioni», il leader radicale dovrebbe rimanere in terapia intensiva circa 48 ore. La prognosi ovviamente è riservata, però i medici del Gemelli sono ottimisti.
«L'operazione è andata bene, ora aspettiamo», dicono dalla sede del Pr. «Marco dovrà stare qualche ora in rianimazione», scrive su Facebook Rita Bernardini. Paolo Izzo, segretario romano del partito, polemizza con i giornali «che si preoccupano per lo stato di salute di Pannella, ma non di quando il Marco si occupa dello stato di salute del Paese: i radicali, per fare notizia, devono stare male per ragioni anagrafiche o sanitarie e non a causa della lotta per il benessere dei cittadini e dei loro diritti».
Tra 24 ore il prossimo bollettino ci dirà se e quando Pannella tornerà in pista. Eppure l'abbiamo lasciato da poco, da quando il giorno di Pasqua si batteva ancora per l'amnistia. Governo e Parlamento, spiegava dai microfoni di Radio Radicale, devono dare seguito alle richieste del Papa e del presidente della Repubblica. «Il capo dello Stato aveva dato un meraviglioso saggio di democrazia nel suo messaggio al Parlamento sulla situazione delle prigioni». Matteo Renzi invece sull'argomento sembra più freddo. «Ha eliminato non solo la Bonino, ma anche la Cancellieri che l'aveva definita assolutamente necessaria per far scattare il processo di riforma. Oggi alle 12 il Papa intonerà il Regina Coeli, vorremmo che lui sapesse qual è la situazione di illegalità del nostro Stato per la condizione della giustizia e delle carceri».
Ora che è rianimazione, è scattata immediata, e un po' pelosa, la solidarietà bipartisan del mondo politico. Telefona pure Giorgio Napolitano, che parla con la Bernardini e chiede ai medici del Gemelli notizie «dell'amico Marco».

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