Parte la sfida della destra Pdl «Fratelli d'Italia» punta al 7%

La Russa, Crosetto e la Meloni hanno presentato ieri il neonato movimento. E già coltivano un sogno: la possibile candidatura dei marò della Enrica Lexie, Girone e Latorre

Parte la sfida della destra Pdl «Fratelli d'Italia» punta al 7%

Roma - «Ora siamo un tridente, ma vogliamo diventare presto i magnifici 7 per cento...». Più che a una conferenza stampa, la presentazione di «Fratelli d'Italia» - il partito nuovo di zecca messo in campo da Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa - assomiglia molto a un comizio improvvisato o a un flash-mob. Il teatro dell'evento, il porticato della galleria Alberto Sordi a piazza Colonna, è a un passo da Palazzo Chigi e dalla Camera dei deputati. Uno scenario all'aperto che trasforma un battesimo politico in un happening pubblico. D'altra parte il tempo stringe e ogni occasione è utile per far conoscere la creatura neonata e mostrare il simbolo del movimento. Un logo che presenta la scritta «Fratelli d'Italia» e un nodo tricolore, con in basso il sottotitolo «Centrodestra nazionale». Una scelta grafica e cromatica che ricorda molto il «brand» di Alleanza nazionale per ragioni di marketing politico facilmente comprensibili.

Naturalmente il lavoro di costruzione così come il reclutamento è ancora tutto da sviluppare. Così come sarà necessario lavorare sull'amalgama di una squadra in cui manca una precisa gerarchia dei ruoli. Ma qualche idea per le potenziali new entry esiste già. Su tutte un colpo a sorpresa: la possibile candidatura di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, detenuti in India dal febbraio scorso. È La Russa a dare la notizia: «Metto a disposizione i nostri migliori posti per i due marò, devono rientrare per svolgere un ruolo parlamentare». Un'idea che l'ex ministro della Difesa non ha comunicato ai diretti interessati (ai quali, al telefono, ha detto di trascorrere le feste tranquilli preannunciandogli che «poi dovremo parlare di una cosa importante») ma che potrebbe davvero prendere corpo visto che l'ipotesi sarebbe stata già sottoposta al vaglio delle autorità militari. Peraltro non si può certo dire che Fratelli d'Italia sia poco ferrato in questioni militari visto che riunisce sotto lo stesso tetto politico l'ex ministro della Difesa, i due ex sottosegretari Crosetto e Giuseppe Cossiga e il presidente della commissione Difesa, Edmondo Cirielli.

La Russa sfodera sondaggi confortanti. «Ci danno già al 4%, con un potenziale del 14%. Speriamo di arrivarci e superarlo, noi non ci poniamo limiti». La linea politica prova, invece, a chiarirla Giorgia Meloni: «Qualcosa non ha funzionato nel Pdl, per questo diamo vita a un soggetto di centrodestra che avrà al centro la meritocrazia. Ci mettiamo in gioco. Potevamo rimanere sottocoperta, restando nel Pdl saremmo tornati senza problemi in Parlamento, ma non facciamo politica per la poltrona. Abbiamo poco tempo e pochi soldi ma ci rifutiamo di avallare l'idea di una democrazia sotto tutela. Saremo alleati di Berlusconi, che sarà capo della coalizione, se non farà la scelta di sostenere Monti». L'ex ministro della Gioventù promette anche liste pulite. «Niente condannati, anche in primo grado, e per scegliere i parlamentari ricorreremo alle primarie».

Guido Crosetto raccoglie il testimone oratorio tornando a sottolineare il valore di una scommessa senza rete. «Riconosceteci la dignità della scelta». «Io da sempre non ho condiviso la politica economica di questo governo. Noi guarderemo più che alle tre o quattro grandi banche alle piccole e medie imprese. Sarà una fusione tra culture molto diverse». Infine l'auspicio di una leadership aperta dentro la coalizione di centrodestra. «Le primarie si faranno con le elezioni. La nostra idea è che il leader del futuro debba essere quello che prenderà più voti tra i partiti alleati».

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