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Una pattuglia di fedelissimi e i vari cespugli. In un "pizzino" il governo dei sogni di Elly

Boccia e Bonafoni nell’esecutivo immaginato al Nazareno. Si punta sulla presidenza del Senato per l’"alleato" Conte

Una pattuglia di fedelissimi e i vari cespugli. In un "pizzino" il governo dei sogni di Elly
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Da qualche giorno ai piani alti del Partito Democratico circola uno schema di massima sull'ipotesi di squadra di governo nel caso in cui il centrosinistra a guida Elly Schlein vincesse le prossime elezioni politiche. Sono i desiderati della segretaria del Pd che intende farsi trovare preparata. È tutto proiettato in avanti, dunque. Al 2027 o comunque alla fine del 2026, se dovesse chiudersi anticipatamente la legislatura. E così tra una riunione e l'altra starebbe circolando al Nazareno una lista di potenziali ministri «dell'esecutivo Elly», ribattezzato così.

Nel disegno della segretaria la lista dei ministri dovrà essere un mix di novità e profili strutturati. Dove cederebbe ai cespugli del campo largo (+Europa, Avs, Italia viva, Più Uno di Ruffini) uno o due ministri al massimo, in base al peso specifico. Cosa diversa per il M5S, cui dovrebbe spettare l'ambita postazione della presidenza del Senato che sembra destinata a Giuseppe Conte, in queste ore ai box a causa di un intervento chirurgico ma pronto a ritornare nel giro di pochi giorni, più altre due caselle di rilevanti. Ma tant'è. Non è un monocolore ma quasi. «Elly» ha intenzione di premiare chi è stata al suo fianco in questa lunga traversata nel deserto iniziata nel marzo del 2023. In cima alla lista c'è Marta Bonafoni, fedelissima della segretaria del Pd e già in movimento per la composizione delle liste. Classe '76, professione giornalista, due volte consigliera regionale nel Lazio, è oggi la coordinatrice nazionale della segreteria del Partito Democratico. «È la persona cui si fida di più Elly». Per Bonafoni due sono i potenziali sbocchi: o una postazione a Palazzo Chigi, modello Gianni Letta, oppure un ministero come quello delle Pari Opportunità, a cui ambisce anche Alessandro Zan.

Marco Furfaro, altro schleniano della prima ora e volto televisivo del Nazareno, aspira invece al dicastero del Welfare di cui si occupa all'interno della segreteria. Nella lista che circola in queste ore ci sono anche altre tre nomi di rito schleiniano: Chiara Braga ai Rapporti con il Parlamento, Annalisa Corrado che viene associata al ministero dell'Ambiente e Camilla Laureti alle Politiche Agricole. Senza dimenticare Nicola Zingaretti, oggi europarlamentare, proiettato alle Politiche Giovanili. Evidente che senza una data delle elezione e senza una definizione dei confini della coalizione e del programma si tratti ancora di un esercizio tutto interno alla war room di Elly. È un gioco, dunque, ma fino a un certo punto. Perché arrivare al tavolo delle trattative con una lista chiara e definita potrebbe rappresentare un punto di forza anche nei confronti degli alleati del campo largo.

In questo quadro Schlein vorrebbe una figura politica all'Economia, dove starebbe pensando o a Francesco Boccia, capogruppo al Senato del Pd e già ministro degli Affari regionali nel secondo governo Conte, oppure a Antonio Misiani, responsabile economico del Pd e vice ministro a Via XX settembre nell'esecutivo dell'avvocato del popolo. Agli Esteri viene visto in ascesa Peppe Provenzano che segue il dossier per il Nazareno in Parlamento. Insomma, i discorsi sono in uno stadio avanzato.

Nel mazzo di nomi c'è anche quello di chi sarebbe il prescelto per il ruolo di capogruppo a Montecitorio: Igor Taruffi.

Tutto a dimostrazione di un fatto: Elly si muove già da leader della coalizione e non pensa che qualcuno o qualcuna possa toglierle la corona.

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