I migranti? Sì, ma non in casa nostra. Questo è da tempo il leitmotiv della sinistra ed Eugenio Giani (nella foto), governatore della Toscana, è solo l'ultimo di una lunga serie di politici di sinistra, in questo caso del Partito democratico, che conferma questo pensiero. Davanti alla possibilità di costruire un Cpr in Toscana, ad Aulla (MS), il presidente della Regione fa opposizione perché, dice, «rischia di penalizzare un territorio come la Lunigiana che ha bisogno di sviluppo, valorizzazione, nuove opportunità».
Un'affermazione che si rafforza con l'idea di Giani che «la Toscana diffusa va sostenuta, non mortificata» perché, dice, con i «cittadini stranieri non comunitari, irregolari o destinatari di un provvedimento di espulsione» dei Cpr rischia di arrivare «un flusso di persone incontrollato che, come accade in ogni struttura di questo genere, richiama spesso persone che hanno commesso reati, soggetti borderline e quindi degrado». Affermazioni smentite dai deputati di FdI Sara Kelany e Francesco Michelotti: «I Cpr non penalizzano proprio nulla, anzi contribuiscono ad una migliore gestione della sicurezza a livello territoriale».