A Perugia, il sindaco Vittoria Ferdinandi ha inaugurato presso i giardini del Frontone la targa commemorativa dedicata a Fernanda Bellachioma, "cittadina lesbica di Perugia inviata al confino per il suo orientamento sessuale, e a tutte le vittime LGBTQIA+ del fascismo".
Belachioma, come si legge su Perugia Today, era un intellettuale e attivista protofemminista perugina che nel 1928 fu condannata al confino politico in Calabria per omosessualità con l'accusa di aver indotto la "deviazione morale" di una donna regolarmente sposata con cui stava convivendo. La targa riporta il seguente testo: "A Fernanda Bellachioma, cittadina di Perugia che nel 1928 fu la prima persona in Italia a essere condannata al confino politico per omosessualità, e a tutte le altre vittime perseguitate dal regime fascista per l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Affinché la repressione e la persecuzione delle persone LGBTI+ non avvenga mai più né nel nostro paese né altrove". La cerimonia, inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni cittadine della festa della Liberazione, è stata aperta dai canti del coro di Anpi e quello di Omphalos, associazione che si occupa dei diritti delle persone LGBTI+. "Siamo certi che nella distanza che ha assunto il prefetto di Perugia da questa manifestazione ci siano mille ragioni ma è un'assenza grave e rimane il sospetto che commemorare le vittime LGBTQIA+ non sia gradito da parte del Governo nazionale", ha commentato Roberto Mauri, segretario dell’associazione riferendosi all’assenza del prefetto alla cerimonia.