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Comunisti, Arci, Potere al Popolo: la piazza rossa pro Maduro non dice una parola su Khamenei

Gli slogan della mobilitazione rossa in Toscana prevista sabato 17 gennaio: "Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana", "fermare l'imperialismo Usa e il sionismo", "libertà per Maduro"

Comunisti, Arci, Potere al Popolo: la piazza rossa pro Maduro non dice una parola su Khamenei
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In un colpo solo chiedono la liberazione di Maduro e della moglie e sostengono la "rivoluzione bolivariana", si dichiarano contro l'imperialismo degli Stati Uniti, l'Unione Europea e il sionismo. È il suco del comunicato con cui diverse sigle tra cui Rete dei comunisti, Potere al Popolo, Unione sindacale di Base, un circolo Arci, invitano ad una mobilitazione regionale indetta davanti alla base Usa di Camp Darby, in provincia di Pisa. L'appuntamento è fissato per sabato 17 gennaio alle ore 14.

Agli organizzatori sembra interessare assai poco dei giovani iraniani che muoiono da giorni sotto i colpi degli sgherri degli ayatollah (neanche un accenno nei loro confronti) né tantomeno del popolo ucraino, invaso dalla Russia, e a ben vedere neanche della popolazione venezuelana costretta a mandar giù una dittatura corrotta e sanguinaria. Il loro nemico, unico e solo nemico, è l'Occidente e tutto ciò che rappresenta. Sembra di tornare indietro di 50 anni, agli anni Settanta, quando le battaglie ideologiche si combattevano in piazza e, a volte, ci scappava pure il morto.

La tesi di fondo sostenuta nel comunicato riabilita in modo acritico Maduro e i suoi seguaci. "Condanniamo il terrorismo di Stato statunitense che ha colpito la Repubblica Bolivariana del Venezuela e ha rapito il legittimo presidente Nicolas Maduro e Cilia Flores. Esprimiamo solidarietà e vicinanza al popolo di Chavez e al processo rivoluzionario bolivariano. Chiediamo l'immediato rilascio del presidente e della primera combatiente".

L'appello alla mobilitazione

"Chiamiamo dalla Toscana tutti i solidali con la rivoluzione bolivariana, gli antimperialisti, gli internazionalisti, i sinceri democratici ed i comunisti a presidiare la base statunitense di Camp Darby, il più grande insediamento militare Usa fuori dai loro confini, per dimostrare la nostra solidarietà internazionalista al Venezuela, contro l'imperialismo a stelle

e strisce, contro l'Unione europea e i governi, come quello Meloni, che appoggiano il genocidio sionista in Palestina, l'aggressività degli Stati Uniti e il recupero colonialista della dottrina Monroe in America Latina".

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